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News ed eventi
17 dicembre 2008

Cittadinanza: iniziati ieri alla Camera i lavori sulle proposte di riforma della legge del 1992.
Sono in tutto otto i progetti di legge che propongono modifiche all’attuale disciplina della cittadinanza all’esame della Commissione affari costituzionali della Camera di deputati, cinque proposti dalla maggioranza e tre dall’opposizione.


Gli otto progetti di legge all’esame della Commissione affari costituzionale della Camera propongono modifiche all’attuale legge sulla cittadinanza. Quattro progetti disciplinano il riacquisto della cittadinanza da parte degli italiani residenti all'estero che l'abbiano perduta a seguito della naturalizzazione nei Paesi di accoglienza. La proposta Cota ed altri (lega Nord) è finalizzata all'introduzione di un «test di naturalizzazione» per gli stranieri e gli apolidi che richiedano la cittadinanza. La proposta De Corato ed altri (PdL) prevede la revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per gravi delitti, per coloro che l'hanno acquistata per matrimonio.  Le ultime due, a firma Bressa ed altri (PD) e  Santelli (PdL) hanno portata più generale, modificando in varie parti la legge n. 91 del 1992.
In particolare – come ha illustrato ieri il relatore Isabella Bartolini (PdL) - la proposta di legge  Bressa ed altri prende in esame l'acquisto della cittadinanza per nascita, ampliando il novero dei casi in cui la cittadinanza è attribuita in base al criterio dello jus soli; l'acquisto della cittadinanza da parte del minore, consentendola tra l'altro per il minore figlio di genitori stranieri che abbia frequentato corsi di istruzione presso istituti scolastici del sistema nazionale di istruzione o percorsi di formazione professionale; l'acquisto della cittadinanza per matrimonio, prevedendo modifiche in senso restrittivo della disciplina vigente; i motivi preclusivi dell'attribuzione della cittadinanza; la concessione della cittadinanza per naturalizzazione, aggiungendo al requisito del periodo minimo di dieci anni di presenza regolare e continuativa in Italia già previsto, quello del possesso di un reddito sufficiente. La proposta, inoltre, prevede un percorso finalizzato all'attribuzione della cittadinanza diverso rispetto a quello attualmente disciplinato dall'articolo 9 della legge n. 91 del 1992, per il quale sono richiesti un periodo di residenza legale di cinque anni; il possesso di un reddito non inferiore all'assegno sociale annuo; l'accertamento della concreta integrazione linguistica e sociale dello straniero, da cui risulti in particolare una conoscenza elementare della lingua italiana parlata.
La proposta di legge Santelli subordina l'acquisto della cittadinanza per lo straniero nato in Italia e ivi residente legalmente e ininterrottamente all'aver frequentato scuole riconosciute dallo Stato italiano e all'aver adempiuto agli obblighi scolastici; aggiunge, ai requisiti già previsti per l'acquisizione della cittadinanza per matrimonio e per naturalizzazione, quelli dell'accertamento della buona conoscenza della lingua, della storia e della Costituzione italiana, della rinuncia alla precedente cittadinanza e della frequentazione di un corso di formazione di dodici mesi volto ad approfondire le citate materie.
(Red).

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