ImmigrazioneOggi, video informazione quindicinale in nove lingue su immigrazione, asilo e cittadinanza
  Approfondimenti   |   Oblò   |   News ed Eventi   |   Le vostre domande   |   Blog Hyrja ne videoweb اتجه إلى الفيديو وأب 请到网络录像 Allez au vidéoweb Go to the Videoweb Du-te la videoweb!Vete al vídeo web Зайти у videoweb

News ed eventi
18 dicembre 2008

Immigrati cinesi: 144mila presenze, raddoppiati in tre anni, ma che pensano ad un ritorno in patria.
È la fotografia che emerge da un’indagine del Ministero dell’interno e dell’Oim.


Sono 144mila gli immigrati cinesi in Italia, quasi raddoppiati nel corso dell'ultimo triennio ma pronti a far ritorno in patria e sfruttare il boom economico dell'Impero Celeste.
È il dato, contraddittorio, che emerge dalla ricerca "Analisi ed elaborazione dati sull'immigrazione cinese in Italia" condotta dal Dipartimento libertà civili e immigrazione del Ministero dell'interno e dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e presentata ieri a Roma presso la sede del Cnel.
Lo studio, che ha integrato all'analisi delle maggiori banche dati economico-sociali un approfondimento qualitativo attraverso un questionario sottoposto ad oltre 2.500 cinesi, parla di "un netto calo" del trend dei flussi annuali di ingresso, dopo il picco raggiunto nel 2003 (a seguito della regolarizzazione, n.d.r.).
Nuovi ingressi, quelli degli ultimi anni, "che registrano una diversificazione sia nelle aree di origine che nella dislocazione nel territorio italiano", con insediamenti in centri medio-piccoli della Penisola finora meno interessati al fenomeno migratorio.
A crescere più velocemente delle presenze cinesi sono le rimesse che questi inviano in patria: 1,7 miliardi di euro nel 2007, prima comunità come esiti monetari. Un incremento esponenziale, che cresce ad un ritmo triplo rispetto all’immigrazione e che i ricercatori spiegano sia come pagamenti di flussi di import dei commercianti, sia come invii di risparmi in patria per programmare un imminente ritorno.
Impiegati principalmente nel commercio (46%) nel settore tessile (42%) e in quello della ristorazione (5%), i cinesi residenti in Italia hanno un'età media di 32 anni, e di norma ritornano in Cina intorno ai 50 anni di età, o anche prima se hanno bisogno di cure mediche.
I cittadini cinesi tendono a formare un nucleo familiare più di altre comunità, ma per poter continuare a lavorare fanno trascorrere ai bambini l’infanzia in patria, affidati ai nonni, per poi farli tornare in Italia in età scolare.
“La ricerca - ha dichiarato il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento liberta civili e immigrazione - nasce come strumento per conoscere e far conoscere la comunità cinese. Un percorso iniziato con la Carta dei valori, ora un attimo in pausa, che ha portato il Ministero a collaborare insieme alle comunità straniere al processo di integrazione e rappresenta un impegno costante nel lavoro del Dipartimento”.
(Al. Col.)


Home
   
Perché ImmigrazioneOggi
Newsletter
Link utili
Redazione
    © 2006-2008, Studio Immigrazione s.a.s.