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18 dicembre 2008
Immigrazione e edilizia: 289mila lavoratori stranieri, il 15% del totale degli edili.
Presentato il Rapporto Ires-Fillea: nemmeno la crisi fermerà la crescita dei lavoratori edili immigrati, per il 2009 si stima una domanda di 20mila addetti.
Sono la nuova "spina dorsale" del sistema costruzioni. Così il terzo Rapporto Ires-Fillea definisce i 289mila stranieri occupati in edilizia.
Lo studio è stato presentato ieri a Roma nel corso della V Conferenza nazionale dei lavoratori stranieri della Fillea-Cgil, il maggiore sindacato italiano degli edili.
Secondo il Rapporto, la presenta dei lavoratori stranieri in edilizia ha raggiunto nel corso del 2008 la fase di maggiore "strutturazione". Dopo un ciclo iniziale di "sostegno alla manodopera autoctona" a cui è seguita una fase di "sostituzione", attualmente - afferma la Fillea - "senza gli immigrati il comparto edile sarebbe fallito".
Si parla di 289mila lavoratori stranieri, il 20% circa degli immigrati in età lavorativa ed il 15% del totale degli addetti delle costruzioni. Nel 71% dei casi si tratta di lavoratori dipendenti mentre, rileva lo studio, solo nel corso del 2007 le “posizioni autonome sono aumentate del 28%".
Dalle interviste condotte dalla Ires non sembra invece diminuire l’irregolarità , con l'incidenza del sommerso valutata al 52%, di cui il 37% a giornata senza contratto e il 9% stabilmente senza contratto. A questo si associa una percentuale di soggiornanti irregolari pari al 47,2% .
Una crescita, quella degli stranieri nel comparto edile, che non sembra fermarsi nemmeno con la crisi economica. Il sindacato stima che le imprese edili siano alla ricerca per il prossimo anno di almeno 20mila nuovi lavoratori. Le figure più richieste, oltre agli operai non qualificati, sono gli specializzati come muratori, elettricisti, saldatori.
(Al. Col.)
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