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19 dicembre 2008
Agricoltura: 172mila gli immigrati occupati nel settore. In crescita le assunzioni straniere in controtendenza rispetto alla diminuzione complessiva di addetti.
Lombardia, Veneto, Puglia e Campania sono le regioni con la maggior parte degli occupati.
Sono 172 mila i lavoratori stranieri impiegati in agricoltura alla fine del 2007, 114 mila dei quali sono non comunitari. Mentre il settore agricolo registra nel 2007 una diminuzione complessiva di occupati del 3% , sono incrementati invece gli addetti stranieri di circa l’8%.
A tracciare il quadro del comparto agricolo è l'Annuario dell'agricoltura italiana dell'Inea, presentato ieri a Roma.
L'importanza dei lavoratori immigrati è evidente sia in termini numerici - con le presenze maggiori in Lombardia, Veneto, Puglia e Campania - sia in termini “di un crescente coinvolgimento, che a volte sfocia in assunzioni della titolarità dell'azienda agricola (fra 1% e 2%)”. Restano ancora da risolvere, secondo l'Annuario Inea, situazioni di irregolarità del rapporto di lavoro, dovute non solo alla mancata formalizzazione ma anche al disallineamento fra la quantità di lavoro dichiarata e quella svolta, alla sottocompensazione e alla retribuzione “fuori busta”.
(Al. Col.)
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