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News ed eventi
23 dicembre 2008

Viminale: l’immigrazione “grande assente” nella conferenza stampa di Maroni di fine anno.
Il Ministro, sollecitato dai giornalisti, richiama l’accordo con la Libia per fermare gli sbarchi e dichiara che “non c’è alcuna emergenza di criminalità romena”.


L’immigrazione è stata la grande assente alla conferenza stampa di fine anno del ministro dell’interno Roberto Maroni che si è tenuta ieri al Viminale.
Nel documento presentato alla stampa “Attività svolte dal Ministero dell’interno nel 2008” vengono illustrati molti degli importanti aspetti del lavoro del Viminale - lotta alla criminalità organizzata, protezione civile, violenza negli stadi, trasferimento di fondi agli enti locali - senza minimamente menzionare gli aspetti legati all’immigrazione.
Argomento affrontato da Maroni solo su sollecitazione dei giornalisti con due domande. Una riguardante gli sbarchi sulle coste meridionali, alla quale il ministro ha risposto parlando dell’attuazione dell’accordo con la Libia.
“Con la Libia - c'è un accordo risalente all'anno scorso per i pattugliamenti contro l'immigrazione clandestina. L'accordo è stato poi richiamato nel Trattato di amicizia siglato nell'agosto scorso da Libia ed Italia. Non appena quest'ultimo sarà ratificato dal Parlamento, mi aspetto che la Libia vi dia attuazione”. Successivamente, alla domanda di una giornalista romena sulla sicurezza, Maroni ha detto che “non c'è mai stata e non c'è un'emergenza criminalità legata alla comunità romena. Ci sono stati dei cittadini romeni che hanno compiuto dei reati”. Il Ministro ha poi aggiunto che “la collaborazione tra i due Paesi è eccellente e molto utile, intendiamo continuare in questa direzione”. Quanto alla possibilità che cittadini romeni che hanno compiuto reati scontino la pena in patria, Maroni ricorda che fa parte di un accordo già sottoscritto. “Su questo non c'è nessuna trattativa, nessun negoziato”, si attende solo che il governo romeno dia il via libera secondo gli accordi. La stessa cosa accade con Paesi come la Libia o l'Albania, si tratta di accordi “che sono già perfetti, bisogna solo dargli applicazione”.
(Al. Col.)


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