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29 febbraio 2008

Romania: 60mila bambini con i genitori all’estero.
Oltre 24mila sono rimasti in Romania con parenti fino al quarto grado, amici e conoscenti, in affidamento o in centri sociali.


Nel dicembre 2006 erano 59.959 i bambini rumeni con un genitore che lavorava all’estero; 27.624 i bimbi con entrambi i genitori all’estero, 24.777 rimasti in Romania con parenti fino al quarto grado, o in affidamento o in centri sociali, o presso conoscenti o amici. Sono bimbi che spesso hanno gravi problemi, a volte si ammalano, e si sono anche verificati casi di suicidio.
Per la rassegna Genitori & Figli del Gruppo Abele, padre Lucian Rosu, capo spirituale della chiesa ortodossa di Torino ha introdotto il tema della famiglia rumena, una cellula in crisi, specchio della società. “I genitori partono, i bimbi restano a casa - ha detto il religioso - con l’Unione Europea e Schengen è più semplice: una volta i visti costavano, e si restava anni senza vedersi. Alcuni poi preferiscono lasciare i figli in patria per risparmiare sull’affitto, e i bimbi rimangono in patria con i nonni, che non hanno nessuno che li assista nella vecchiaia”.
Materialmente va meglio, ma non è sufficiente - conclude padre Rosu - tanti hanno il sogno e la speranza di tornare, ma gli stipendi sono ancora troppo bassi. Tante famiglie quindi hanno seri problemi: di integrazione, di alcolismo, e in caso di coppie in Paesi diversi, di amanti o divorzi. È la società che ha delle carenze, e la famiglia ne è un riflesso”.
(Fonte: RedattoreSociale)



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