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14 gennaio 2008
Speciale Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato
Cittadinanza per "ius soli" e sostegno alle famiglie: l'appello della CEI in occasione della Giornata del Migrante e del Rifugiato.
Mons. Saviola, direttore della Migrantes, "sulla cittadinanza necessaria una riforma della legge per mettere l'Italia in linea con i Paesi dell'Unione europea".
Il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si sofferma quest'anno sull'immigrazione giovanile e sui figli degli immigrati, è stata l'occasione per la Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, per sollecitare "una riforma sulla legge per la cittadinanza che metta l'Italia in linea con i paesi dell'Unione europea".
A parlare a nome dei vescovi italiani è stato il direttore della Migrantes, mons. Piergiorgio Saviola: "sono i giovani e i minori, in particolare quelli nati in Italia da genitori stranieri, a spingere verso una necessaria riforma della legge".
A fronte di un'immigrazione stanziale - ha spiegato il presule - in Europa quasi tutti gli Stati hanno introdotto per la cittadinanza il principio dello ius soli, cioè l'acquisto per nascita nel territorio del Paese "l'Italia invece è rimasta indietro, mantenendo ancora il principio dello ius sanguinis, l'acquisto per discendenza o filiazione, cosicché il figlio di stranieri nato in Italia non è italiano e lo potrà diventare solo con la residenza legale e ininterrotta fino al raggiungimento della maggiore età".
Mons. Saviola spera in una riforma in tempi brevi senza "lungaggini burocratiche" che penalizzino ancora i giovani migranti.
Sul fronte dell'intercultura la Migrantes ha evidenziato la "sfida educativa" a cui è chiamata la scuola, ricordando il costante impegno che dirigenti ed insegnanti scolastici hanno profuso in questo campo.
L'appello della CEI è stato ripreso dal vicepresidente dell'Anci, Fabio Sturani, che ha rilanciato "è urgente una modifica della regolamentazione del diritto di cittadinanza, che riconosca le importanti e veloci evoluzioni del fenomeno migratorio nel nostro Paese negli ultimi dieci anni, rendendo legge ciò che è già un dato di fatto nella composizione sociale: l'interculturalità".
Il rappresentante dell'Associazione dei Comuni italiani ha inoltre sottolineato che la cittadinanza è, insieme al voto amministrativo, il caposaldo su cui "impostare rapporti proficui tra territorio e cittadini di origine straniera".
Anche il presidente delle Acli, Andrea Olivero, ha rilanciato il tema dell'integrazione sui contenuti del messaggio di Benedetto XVI, affermando "basta con la paura, è tempo di scommettere sugli immigrati, i giovani in particolare e le loro famiglie".
(Alberto Colaiacomo)
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