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18 gennaio 2008
Romeni e bulgari devono rispondere dei reati in materia di immigrazione commessi prima del 1 gennaio 2007.
Per le Sezioni unite della Cassazione l'entrata in vigore del trattato di adesione non ha determinato l'abolizione dei reati.
Le Sezioni unite della Corte di Cassazione hanno definitivamente risolto la questione relativa alla perseguibilità o meno dei cittadini romeni e bulgari che avevano commesso reati di ingiustificata permanenza nel territorio italiano in violazione dell'ordine di allontanamento del questore prima dell'entrata in vigore del trattato di adesione, avvenuta il 1 gennaio 2007.
Alcuni tribunali avevano ritenuto di applicare l'art. 2, comma 2, del codice penale secondo il quale "Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato" e di conseguenza avevano assolto alcuni cittadini romeni che avevano commesso i reati in questione in data anteriore al 1 gennaio 2007.
Secondo la Corte di Cassazione, invece, "l'adesione di uno Stato all'Unione europea non costituisce un dato formale ma giunge al termine di un percorso di non breve periodo che lo Stato candidato è tenuto a compiere sotto il controllo dell'Unione per adeguare le proprie strutture economiche, sociali e ordinamentali ai parametri stabiliti. E l'adesione a sua volta è produttiva di rilevanti effetti, uno dei quali è costituito dalla libertà, per i cittadini dello Stato, di circolare all'interno dell'Unione. Perciò non può ritenersi che i cittadini rumeni, ai fini penali, vadano trattati come se fossero sempre stati cittadini dell'Unione e che i reati commessi quando essi per il nostro ordinamento erano stranieri siano divenuti non punibili in forza dell'art. 2, comma 2, c.p.. La situazione di fatto e di diritto antecedente all'adesione e quella successiva sono diverse e richiedono quindi logicamente trattamenti, anche penali, diversi".
La Corte ha infine sottolineato che se si dovesse ritenere il contrario, la consapevolezza dello straniero che di lì a breve il proprio Stato entrerà nella CE lo indurrebbe a trasgredire senza timore alcuno l'ordine del questore.
(Red.)
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