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22 gennaio 2008
Romeni: la speranza è di tornare in Patria. Paura per episodi di razzismo.
Un sondaggio del Governo di Bucarest sui connazionali emigrati in Italia: integrazione, accoglienza e paura dopo le polemiche sulla sicurezza.
Gli immigrati romeni in Italia considerano la loro esperienza migratoria come "temporanea" e desiderano tornare in Patria. Si sentono integrati, mantengono regolari contatti con i familiari inviando anche denaro, esprimono giudizi positivi sui datori di lavoro e, negli ultimi mesi, hanno visto mutare l'atteggiamento degli italiani nei loro confronti.
Sono, in sintesi, le tendenze che emergono dal un sondaggio di opinione effettuato dal Governo di Romania (Agenzia per le strategie governative) tra gli immigrati romeni in Italia.
Lo studio, il primo di una serie di misure che l'esecutivo di Bucarest ha in agenda, è volto a conoscere l'integrazione sociale degli emigrati romeni ed è stato realizzato attraverso interviste nel periodo novembre-dicembre 2007.
Esperienza temporanea. Dal sondaggio risulta che un emigrante romeno su tre ha l’intenzione di tornare definitivamente in Romania nei prossimi due anni, il 23% intende realizzare attività imprenditoriali in Romania, il 31% vuole acquistarvi una casa e soltanto il 21% desidera rimanere definitivamente in Italia.
Stretti legami con i familiari: il 51% trasferisce denaro alla famiglia a casa almeno 2 volte l’anno, il 74% torna almeno una volta all’anno in Romania.
L'integrazione nella società italiana. Il 67% dei romeni che lavora in Italia ha un’opinione buona od ottima rispetto ai loro datori di lavoro, il 92% ha un giudizio positivo dei rapporti con i vicini italiani, il 94% conosce abbastanza bene la lingua italiana.
Problema sicurezza. Il 92% dei romeni in Italia ha seguito nei media le vicende degli ultimi mesi sulla sicurezza, il 63% considera le notizie dei media italiani “tendenziose e incorrette” mentre il 72% ritiene che la “immagine” degli immigrati romeni risulti peggiorata da come i media hanno presentato gli avvenimenti. Lo studio rileva inoltre l’esistenza di una frequenza preoccupante di atti denigratori e minacciosi contro i romeni. Il 29% degli emigranti dichiara di aver letto almeno una volta durante l’ultimo mese scritte su muri o in luoghi pubblici, o ascoltato affermazioni ingiuriose; il 14% ha dichiarano di aver dovuto esibire i documenti davanti alle forze di polizia almeno una volta nell’ultimo mese “per il fatto di essere romeni”.
(Alberto Colaiacomo)
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