• Gennaio 2008
• Dicembre 2007
• Novembre 2007
• Ottobre 2007
• Settembre 2007
• Agosto 2007
• Luglio 2007
• Giugno 2007
• Maggio 2007
• Aprile 2007
• Marzo 2007
• Febbraio 2007
• Gennaio 2007
|
23 gennaio 2008
Italiani, Rom e Sinti a confronto, ricerca quali-quantitativa.
Lo studio dell’Ispo presentato in occasione della “Conferenza europea sulla popolazione Rom”.
Resiste l’antico pregiudizio che li vede ladri di bambini, rapinatori, ricchi e proprietari di lussuose auto. Alcuni pensano anche che in Italia ve ne siano più di due milioni e siano nomadi.
Pochi conoscono le loro condizioni di vita, meno ancora la storia millenaria che li caratterizza. Per molti sono “ladri”, “delinquenti” e “sfruttatori di bambini”.
A documentare questa percezione è una ricerca dell'Ispo presentata da Renato Mannheimer alla Conferenza europea sulla popolazione rom. L'inchiesta ha sondato duemila italiani e una decina di opinion-leader della comunità rom. Prima di tutto solo il 6% degli italiani sa quanti sono i rom e i sinti; il 56% proprio non lo sa mentre uno su tre addirittura li sovrastima fino a credere che siano due milioni.
Sempre l’Ispo sottolinea che l'84% degli italiani, sbagliando, pensa che rom e sinti siano nomadi mentre il 73% ritiene che abbiamo omogeneità di cultura, lingua e provenienza.
Alla domanda “cosa pensi degli zingari”, le risposte si concentrano sulla negatività: ladri (24%), senza casa (20%), delinquenti (10%), emarginati (1%).
Per il 92% degli italiani i rom sfruttano i bambini e vivono di furti. Per gli italiani, i rom dovrebbero rispettare le leggi (55%), non chiedere sempre e rimboccarsi le maniche (47%), far frequentare la scuola dell'obbligo ai figli (28%).
Complessivamente soltanto lo 0,1% degli italiani risponde correttamente a tutte le domande relative a quantità, nazionalità, modo di vita e caratteristiche del popolo rom.
Dal canto loro i Rom sostengono che la devianza è frutto dell'emarginazione e di atteggiamenti discriminatori; criticano l'attenzione prioritaria alla sicurezza nei loro confronti e ritengono che ogni atto di delinquenza vada perseguito, ma individualmente.
(Al. Col.)
|