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28 gennaio 2008
45 anni, sposata, laureata e di origine sudamericana: l’identikit della badante che lavora a Roma.
Ricerca della Uil del Lazio nell’ambito del Progetto Sud. Oggi a Roma convegno di presentazione (ore 9.30, presso la sede Uil in via Locullo, 6).
L'80% sono donne straniere, di cui oltre la metà latinoamericane, con un'età media vicina ai 45 anni. Sono in maggioranza laureate, il più sono sposate e con figli nati o fatti venire in Italia. Quattro su cinque lavorano a tempo pieno ed il 30% convive con il datore di lavoro. Almeno un terzo lavora in nero, a volte sino a 60 ore settimanali. La quasi totalità ha dichiarato di voler cambiare lavoro il prima possibile, in quanto lo considera estenuante e mal pagato.
Queste sono le “badanti” di Roma e Latina, secondo una ricerca effettuata dal sindacato Uil del Lazio, nell’ambito del Progetto Sud.
L’indagine, effettuata con 1210 interviste ad assistenti domestiche non comunitarie e a datori di lavoro, è parte di un progetto che ha operato attraverso la costituzione di una rete di sportelli di informazione, orientamento e formazione diretti alle assistenti familiari ed ai loro datori di lavoro italiani, iniziato a novembre 2006 a Roma, Latina, Bucarest e Cairo, con l'obiettivo di qualificare questa importante area di servizi e combattere il lavoro illegale.
“Le assistenti familiari - si legge in una nota della UIL - sono all'80% donne straniere e provengono (a differenza che nel Nord Italia) soprattutto dal Centro e Sud America (61%), dall'Europa dell'Est (14%), dall'Africa (9%) e dal Sud Est asiatico (8%). Il 40% di loro ha una età media di 40 anni. Ma per il 45% l'età media sale a 50 e solo il 15% è collocato in una fascia tra i 25 ed i 35 anni di età. Il 60% delle intervistate sono sposate (un altro 10% sono separate o divorziate); il 60% ha dichiarato di aver portato almeno un figlio in Italia (addirittura il 30% ha figli nati in Italia); oltre la metà di loro (55%) ha conseguito una laurea nel Paese d'origine e l'80% ha almeno il diploma di scuola media superiore. Il 30% ha dichiarato di lavorare in nero. Le più acculturate vengono dal Sud America e dalla Russia, mentre le meno scolarizzate (scuola media inferiore) vengono dall'Africa e dal Sud Est asiatico”.
Un’indagine che gli autori stessi giudicano fortemente sbilanciata, in quanto prende in considerazione le lavoratrici che si sono rivolte al sindacato “da considerarsi per di più tra quelle in condizioni di minor disagio”.
L'iniziativa è stata curata dalla Ong Progetto Sud e dalla Uil di Roma e del Lazio, ha goduto del contributo della Regione Lazio e si concluderà oggi con un seminario internazionale sui servizi alla persona (ore 9.30, VI piano sala Bruno Buozzi, Uil Nazionale, via Lucullo, 6 - Roma).
(Red.)
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