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News ed eventi
30 giugno 2008

Ue: la Commissione intende inserire l’integrazione degli studenti stranieri nelle scuole nel pacchetto di proposte per l’agenda sociale.
Allo studio misure di contrasto alla discriminazione e all’abbandono scolastico degli studenti stranieri.


La Commissione europea prenderà in considerazione anche l'educazione dei figli dei migranti nell'ormai imminente pacchetto di proposte per una nuova agenda sociale, prevista per il 2 luglio prossimo. Lo riporta il sito EUobserver.com: si afferma che il documento sottolinea l’allarmante segregazione e i cattivi risultati scolastici dei figli dei migranti (soprattutto in matematica, scienze e materie letterarie), e apre un dibattito sulla necessità di adattamento delle attuali regole comunitarie, risalenti al 1977, al nuovo contesto. Viene anche esaminato come i programmi comunitari potrebbero aiutare i Paesi membri ad affrontare i fenomeni negativi più evidenti dell’ormai considerabile presenza di stranieri nelle scuole di ogni grado.
Si sottolinea poi la tendenza a creare delle “scuole ghetto”, dato che sempre più famiglie, a cominciare da quelle benestanti, iscrivono i propri figli in istituti con scarsa presenza di alunni stranieri: un fenomeno ormai molto diffuso soprattutto in Olanda e Regno Unito. Inoltre, le scuole stesse tendono a segregare, raggruppando i figli di stranieri in classi di minor livello o con un continuo cambio di professori; infine c’è un’evidente tendenza a orientare il percorso scolastico di questi ragazzi verso scuole professionali e vocazionali, che difficilmente portano a un’istruzione superiore o universitaria.
Dato che la regolamentazione nel campo dell’educazione è largamente in mano ai 27 Paesi membri, Bruxelles non può che limitarsi a delle raccomandazioni. Si tratta comunque di un problema comune a tutti i Paesi membri, con un rilievo più marcato per i “vecchi” EU-15, in cui circa il 10% degli studenti di 15 anni o è nato all’estero o ha genitori stranieri.
Un adattamento delle regole del 1977 potrebbe però riguardare solo i migranti “comunitari”, ad esempio i romeni in Italia: al momento si prevede che i governi garantiscano l’obbligo e la gratuità dell’istruzione, e l’insegnamento della o delle lingue ufficiali, oltre a un certo grado di studio e conoscenza di quelle di origine. Entro la fine dell’anno la Commissione interrogherà in una consultazione aperta le parti interessate, cercando di capire se queste regole vanno in qualche modo ammodernate e se dovranno coprire gli studenti “extra-comunitari”.
(Fonte: RedattoreSociale)



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