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7 novembre 2008
Immigrazione e anagrafe: imminente la modifica legislativa che impedirà il proliferare del fenomeno delle iscrizioni anagrafiche delle persone senza fissa dimora, ed in particolare dei cittadini stranieri.
Per il ministro Maroni, con l’approvazione dell’emendamento del Governo al ddl 733 in discussione al Senato cesseranno gli abusi.
I deputati Rampelli, Cicchetto e Bocchino hanno rivolto un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’interno per conoscere quali iniziative intenda adottare il Governo per contrastare il fenomeno delle iscrizioni anagrafiche cosiddette fittizie da parte di persone senza fissa dimora che, secondo i tre deputati, nel solo comune di Roma ammonterebbero ad oggi a 15 mila e oltre «invisibili». Nell’interrogazione si segnala inoltre che alcuni siti internet consigliano agli oriundi italiani di recarsi direttamente a Roma per iscriversi come residenti, senza accertamento, dichiarandosi appunto senza fissa dimora, per poi chiedere di ottenere speditamente i documenti validi e di conseguenza la cittadinanza.
Nella risposta il ministro dell'interno Roberto Maroni ha spiegato che la situazione particolare che si è creata a Roma, dove il fenomeno è più evidente, è una conseguenza delle disposizioni normative in materia anagrafica. L'articolo 2 della legge n. 1228 del 1954 – ha precisato Maroni - dispone che ai fini dell'obbligo di iscrizione anagrafica la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha il domicilio e, in mancanza di questo, nel comune di nascita. Il regolamento anagrafico, inoltre, stabilisce che l'anagrafe è costituita dalla persone che hanno fissato nel comune la propria residenza e da quelle che, senza fissa dimora, vi hanno stabilito il domicilio. Queste disposizioni si fondano tutte sul principio che tutti coloro che dimorano su un certo territorio devono essere iscritti all'anagrafe.
Il Governo - ha detto il Ministro - si è impegnato a risolvere il problema presentando un emendamento al disegno di legge sulla sicurezza 733, che è in corso di discussione al Senato, in base al quale l'iscrizione nei registri dell'anagrafe non sarà più automatica ma sarà subordinata alla verifica, da parte degli uffici comunali, delle condizioni igienico-sanitarie dell'immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza. Questa semplice norma darà agli uffici comunali e al sindaco il potere di affrontare con gli strumenti adeguati e di risolvere la situazione denunciata dagli interroganti.
(M.M.)
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