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News ed eventi
9 settembre 2008

Ue: la Presidenza auspica “un livello migliore di protezione per i rifugiati”.
Nella prima giornata della conferenza ministeriale di Parigi “Costruire l’Europa dell’asilo” spicca il richiamo dell’Alto commissario ONU per i rifugiati “l’Ue può svolgere un ruolo chiave nel far fronte alle sfide poste dai movimenti forzati di popolazione”. Per Maroni “Italia avamposto del Mediterraneo che subisce una pressione fortissima.


L'Unione europea deve offrire un “migliore livello di protezione ai rifugiati politici”, anche attraverso la creazione di un regime comune d'asilo entro il 2012. Così ieri il ministro francese dell'Immigrazione e presidente di turno Ue, Brice Hortefeux, ha introdotto i lavori della conferenza ministeriale “Costruire l’Europa dell’asilo”.
L’incontro, che la presidenza di turno francese ha deciso di aprire anche alla “società civile”, si concluderà oggi ed “ha per obiettivo di porre le basi per l’avvio della seconda fase del regime comune europeo di asilo”. I lavori della conferenza, “che si inserisce nella scia del Programma definito all’Aja nel 2004 e nel contesto del progetto di Patto europeo su immigrazione e asilo”, hanno come filo conduttore il piano d’azione presentato dalla Commissione il 17 giugno 2008. Nel programma sono previsti diversi interventi di ministri e studiosi, seguiti da tre tavole rotonde, “alle quali prenderanno parte rappresentanti degli Stati membri e di ong, esperti e rappresentanti di organizzazioni internazionali”.
Tre i principali temi in discussione: la cooperazione pratica in materia di asilo (si parla anche del futuro “ufficio europeo di sostegno”); il trattamento delle domande di asilo all’esterno dell’Ue e lo sviluppo della cooperazione coi Paesi terzi; il prossimo regime europeo comune di asilo.
È dovere dell'Ue contribuire all'applicazione della Convenzione di Ginevra, anche offrendo un miglior livello di protezione ai rifugiati politici”, ha sottolineato ancora Hortefeux, che ha anche auspicato l'applicazione di un regime comune d'asilo Ue “nel 2010 o al più tardi all'orizzonte del 2012”, aggiungendo anche che “l'asilo non è e non sarà mai una variabile di aggiustamento della politica d'immigrazione”.
Il vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue per Giustizia, Libertà e Sicurezza, Jacques Barrot, ha chiesto che l'attuale fase di armonizzazione tra i Ventisette punti a “garantire una protezione più elevata e più equa in tutta l'Ue, ma anche una solidarietà rafforzata tra gli Stati membri” e tra l'Ue e i Paesi terzi, in particolare, quelli che accolgono un importante numero di rifugiati come Pakistan (2 milioni) o Siria (1,5 milioni).
Il ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni, ha parlato della Penisola come “avamposto del Mediterraneo” il cui sistema d'asilo, anche a causa dell'assenza di un dispositivo europeo unificato e solidale, subisce una “pressione fortissima”.
Alla Conferenza era presente anche l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Antonio Guterres, che ha esortato i partecipanti a proseguire nei loro sforzi volti a costruire un sistema d'asilo comune coerente ed efficace. Il rappresentante Unhcr ha anche parlato delle tragedie del mare, sottolineato che spesso i richiedenti asilo fanno fatica a raggiungere le coste dell'Europa a causa delle restrizioni imposte all'immigrazione.
Guterres ha affermato che, qualora garantisse effettivamente la protezione dei rifugiati, un sistema comune d'asilo europeo potrebbe "servire da esempio per il mondo intero".
Secondo il diplomatico, “l'Unione Europea, un attore importante sulla scena globale, può svolgere un ruolo chiave nel far fronte alle sfide poste dai movimenti forzati di popolazione nelle varie regioni del pianeta”. Per Guterres, lo sforzo volto a costruire un sistema comune d'asilo europeo è un "progetto ambizioso e senza precedenti" ed una "opportunità per rafforzare la protezione dei rifugiati".
Il Commissario per i rifugiati non ha anche sottolineato le mancanze attuali dell’Ue: il numero di richiedenti asilo nell'Unione è in diminuzione da alcuni anni (220mila nel 2007) e, soltanto 7 dei 27 Stati membri attua specifici programmi sui rifugiati.
Nel 2007 – ha illustrato Guterres - l'Ue ha accolto nel suo territorio circa il 5% delle persone identificate dall'Alto commissariato dell'Onu, circa 4mila persone contro le 11mila di Usa e Canada. Mentre sono circa un milione e mezzo le persone che godono di uno status di protezione nell'Ue su un totale di 37 milioni di rifugiati e sfollati nel mondo.
I lavori della conferenza, che si sta svolgendo presso Centre de conférences internationales Kléber, proseguiranno nella giornata di oggi con una riunione a porte chiuse dei  27 ministri Ue competenti.
(Alberto Colaiacomo)



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