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News ed eventi
11 settembre 2008

Ue: la Commissione occupazione introduce modifiche alla proposta di direttiva contro i datori di lavoro che impiegano irregolari e modifica i criteri di concessione della Carta Blu.
Sanzioni ridotte per le famiglie che impiegano assistenti domiciliari, con possibilità di regolarizzare il rapporto. Ampliate le categorie dei lavoratori altamente qualificati e introdotti criteri più permissivi. Prevista anche una clausola di salvaguardia a tutela dei Paesi di origine per evitare “fughe di cervelli”.


La Commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo ha approvato ieri a maggioranza alcune modifiche alla proposta di direttiva che intende porre “sanzioni contro i datori di lavoro che impiegano lavoratori non comunitari illegali” ed ha introdotto modifiche alla disciplina della Carta Blu per i lavoratori extra Ue altamente qualificati.
Sulla direttiva che contrasta i datori di lavoro irregolare gli eurodeputati hanno introdotto una modifica sostanziale prevedendo sanzioni inferiori nel caso in cui “il datore di lavoro sia un singolo cittadino che contratta un clandestino per compiti di assistenza a domicilio”.
Sul testo hanno convenuto le posizioni di socialisti, liberali, verdi e sinistra unitaria, mentre il gruppo popolare si è astenuto nel voto finale sul documento. La Commissione occupazione, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa, ha inoltre inserito una finestra che permette agli Stati membri di definire un lasso di tempo in cui datore e lavoratore possono regolarizzare il loro rapporto, creando una sorta di sistema di legalizzazione caso per caso.
La Commissione ha inoltre stabilito, contro la volontà del Ppe, che la responsabilità oggettiva di chi da lavoro ai clandestini cade anche sui subappaltatori e si estende a chi ha un ruolo di coordinamento e supervisione, in pratica ai cosiddetti “caporali”. Le sanzioni economiche per chi impiega irregolari dovranno essere “proporzionate, adeguate ed efficaci”. La responsabilità penale del datore di lavoro viene prevista nei casi in cui venga rilevato anche lo sfruttamento del clandestino, in cui vengano occupate persone vittime della tratta di esseri umani e nel caso in cui gli irregolari rappresentino “un numero significativo” del personale dell'impresa. Il testo verrà votato dalla Commissione libertà pubbliche dello stesso Parlamento il 13 novembre e quindi dalla plenaria durante la sessione di dicembre. Poi tornerà sul tavolo dei 27 governi.
Nella sessione di ieri la Commissione occupazione e affari sociali ha inoltre introdotto modifiche alla proposta di direttiva sulla Carta Blu europea riguardante i soggiorni dei lavoratori non comunitari altamente qualificati.
La Commissione dell'europarlamento ha chiesto di ampliare la gamma di lavoratori che possono accedere a questo sistema di ingresso ed ha anche abbassato i requisiti retributivi necessari per accedere alla Carta Blu. Il progetto presentato dalla Commissione Ue prevedeva che potessero entrare nella Ue i lavoratori con un salario triplo della retribuzione media; le modifiche introdotte prevedono invece 1,7 volte lo stipendio medio nazionale. Al tempo stesso sono stati rafforzati i vincoli “etici” a salvaguardia dello sviluppo dei Paesi di origine. Gli europarlamentari della Commissione occupazione hanno inoltre previsto che, una volta conclusa l’esperienza lavorativa, al lavoratore in possesso della Carta Blu vengano concessi ulteriori sei mesi di soggiorno con la possibilità di cercare un altro impiego.
(Al. Col.)



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