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17 settembre 2008
Immigrazione e salute: bassa l’incidenza degli immigrati sul sistema sanitario.
Situazione destinata a mutare, con l’integrazione aumentano le malattie dell’età adulta.
Ancora basso l’impatto dell’immigrazione sul sistema sanitario italiano. Considerato che essi incidono per il 6 % sul totale della popolazione residente, la loro quota nei ricoveri ospedalieri è molto al di sotto di tale valore.
Il dato emerge da un'analisi condotta dal gruppo “Promozione della salute della popolazione immigrata in Italia” dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, pubblicata sul periodico della stessa Agenzia. Secondo gli studiosi, la popolazione immigrata non presenta problemi specifici dal punto di vista sanitario e ricorre alle cure ospedaliere solo in caso di traumi, in particolare di incidenti sul lavoro, o nel caso di gravidanze.
Non mancano segnali di allarme perché, si nota nella ricerca, cominciano ad emergere problemi di salute presenti nella popolazione italiana di età più avanzata, come le malattie cardiovascolari e i tumori, o malattie tipiche di gruppi che appartengono alle classi sociali più svantaggiate con stili di vita e alimentazione non salubre. Il quadro epidemiologico è quindi destinato a cambiare.
I ricoveri fra gli immigrati regolari sono stati nel 2006 pari al 3,9% del totale nella regione Piemonte, al 6,4% nelle Asl di Reggio Emilia, al 3,5% nella regione Marche e al 4,7% in Emilia Romagna, e solo l'1,4% in Puglia. Tra di essi la quota degli immigrati complessivi non incide mai oltre l’1% del totale.
(Red.)
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