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25 settembre 2008
Ue: una nota della Commissione europea rileva ufficialmente “problemi di compatibilità” con la normativa europea del decreto legislativo sulla libera circolazione dei cittadini Ue e del decreto 92/2008 già in vigore.
Per Barrot, vice presidente e commissario alla giustizia, libertà e sicurezza, è prevista una soluzione “in tempi rapidi”.
Prosegue a Bruxelles l’esame di compatibilità alla normativa comunitaria dei tre decreti del pacchetto sicurezza di cui il Governo italiano ha chiesto, con prassi inedita, il parere della Commissione Ue.
A dichiararlo è stata una nota del vicepresidente della Commissione Ue responsabile per la giustizia, libertà e sicurezza Jacques Barrot, nella quale vengono specificate anche indicazioni sullo stato dell'analisi in corso e suoi risultati finora raggiunti.
Il decreto relativo alla trasposizione della direttiva sulla libera circolazione (2004/38) pone allo stato attuale, osserva Barrot nella nota, “alcuni problemi di compatibilità con il diritto comunitario”. I contatti tra i servizi della Commissione e le autorità italiane “proseguono al fine di raggiungere soluzioni conformi al diritto comunitario”.
Inoltre, anche il decreto esistente (92/2008), il primo del pacchetto sicurezza già ratificato dal Parlamento lo scorso luglio, pone problemi di compatibilità con il diritto comunitario, “in particolare - rileva il vicepresidente della Commissione Ue - per quanto concerne le regole sull'espulsione automatica dei cittadini dell'Unione europea. La Commissione ha ragione di credere che si possa giungere in tempi rapidi ad una soluzione conforme con il diritto comunitario. In caso contrario, dovrebbe avviare le procedure d'infrazione previste dal Trattato”.
Quanto ai due decreti legislativi approvati martedì scorso dal Consiglio dei ministri, relativi rispettivamente al ricongiungimento familiare e alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato, i testi , osserva ancora Barrot, “non sembrano porre problemi di compatibilità con il diritto comunitario, viste le precisazioni apportate dalle autorità italiane su domanda della Commissione” Questo giudizio, conclude il commissario Ue, “è espresso con riserva di notifica da parte del governo italiano dei testi definitivi nella forma in cui entreranno in vigore (dopo l’approvazione parlamentare, ndr). La Commissione veglierà sull'applicazione dell'insieme di questi testi, in contatto con le autorità italiane e con tutte le parti interessate”.
(Al. Col.)
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