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News ed eventi
29 settembre 2008

Immigrazione Ue: il Parlamento europeo approva una risoluzione per anticipare l’adozione nei Paesi di alcune norme su “spazio di libertà, sicurezza, giustizia” contenute nel Trattato di Lisbona.
Nella risoluzione un lungo elenco della legislazione che riguarda diritti fondamentali, cittadinanza, politica di immigrazione e di asilo, protezione delle frontiere e spazio giudiziario. L’assemblea respinge la richiesta di presentare una proposta riguardante il diritto dei residenti di lungo periodo di Paesi terzi di votare nelle elezioni europee e locali.


Il Parlamento europeo, nella sessione plenaria del 25 settembre, ha approvato una risoluzione relativa allo “spazio di libertà, sicurezza e giustizia” per indicare ai 27 Paesi una serie di norme su diritti fondamentali e di cittadinanza che, contenute nel Trattato di Lisbona ed in attesa di ratifica, possono essere recepite in base ai trattati esistenti.
La risoluzione - 488 voti favorevoli, 88 contrari e 19 astensioni - sottolinea come gli Stati membri abbiano “la precipua responsabilità di garantire libertà, sicurezza e giustizia per i loro cittadini” ma, al contempo, “l'Unione europea è tenuta a contribuire al perseguimento degli stessi obiettivi, tenendo in conto le aspettative dei cittadini europei per quanto riguarda la protezione dei diritti fondamentali”.
I deputati sottolineano che la ratifica del trattato di Lisbona costituisce “una condizione essenziale ed urgente per garantire che l'Unione europea diventi uno Spazio di libertà, sicurezza e giustizia (AFSJ) ed apporta miglioramenti fondamentali alla legittimità ed efficacia dell'azione dell'Unione europea”. A tale proposito auspicano che nell'attuale fase transitoria verso la conclusione della ratifica del nuovo trattato, sia necessario adottare prima della fine del 2009 alcune misure generali che, anche se ispirate al trattato di Lisbona, possono ancora essere adottate in base ai trattati esistenti.
L’Assemblea chiede pertanto di avviare il processo di determinazione della priorità per il futuro programma pluriennale AFSJ (2010-2014), affiancare il Parlamento europeo nel suo dialogo con i parlamenti nazionali sulle priorità per il periodo 2010-2014 e concordare con il Parlamento una lista di testi/proposte che potrebbero o dovrebbero essere adottate in priorità prima dell'entrata in vigore del trattato e, in ogni caso, prima della fine del presente mandato.
Più dettagliatamente, il Parlamento chiede di definire criteri più trasparenti a livello Ue in materia di diritti fondamentali e cittadinanza, prendere in conto sistematicamente l'impatto sui diritti fondamentali della legislazione, in particolare rispetto alla lotta al terrorismo, rivedere il programma di attività dell'Agenzia per i diritti fondamentali, nonché avanzare una proposta legislativa per ridurre la discriminazione diretta e indiretta riguardo alla circolazione dei cittadini europei, l'accesso alla giustizia in un Paese diverso da quello di origine e la protezione diplomatica e consolare in Paesi terzi.
 In merito alla politica di immigrazione ed asilo, il Parlamento sollecita la promozione di una strategia europea rivolta al futuro sulla migrazione legale (procedura di applicazione unica della Carta blu, proposta su lavoratori stagionali, distacchi intrasocietari e tirocini retribuiti), sulla migrazione illegale (proposte che includono sanzioni e un programma Ue di reinsediamento), sull'asilo (revisione della direttiva in merito alle procedure sull'attribuzione e la revoca della qualifica di rifugiati e la direttiva sulle norme minime per la qualificazione a cittadini di Paesi terzi ed apolidi). Chiede anche lo sviluppo di una politica comunitaria sulla migrazione e l'asilo basata sull'apertura di canali per la migrazione legale e sulla definizione di norme comuni per la protezione nell'Ue dei diritti fondamentali dei migranti e dei richiedenti asilo.
Accogliendo con 268 voti favorevoli, 243 contrari e 9 astensioni un emendamento del PPE/DE, l'Aula ha peraltro respinto la richiesta di presentare una proposta riguardante il diritto dei residenti di lungo periodo di votare nelle elezioni europee e locali. L'opinione contraria al voto agli immigrati è arrivata tramite la soppressione di un articolo, inserito nel rapporto sui progressi realizzati nell'ambito della giustizia, libertà e sicurezza nella Ue, firmato dal liberale belga Gerard Deprez, presidente della Commissione libertà, sicurezza e giustizia dell'eurocamera. L'articolo soppresso invitava la Commissione Ue a studiare le condizioni per concedere il voto agli immigrati nelle elezioni europee e locali, come strumento utile a migliorare l'integrazione.
In merito alla protezione delle frontiere, il Parlamento sollecita l'adozione di misure adeguate intese a garantire la piena utilizzazione di SIS II e l'entrata in vigore delle decisioni collegate alla Convenzione di Prüm nonché il rafforzamento di Frontex e la valutazione dell'impatto delle nuove proposte della Commissione sui controlli alle frontiere.
(Alberto Colaiacomo)



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