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News ed eventi
30 settembre 2008

Criminalità e immigrazione: nella relazione al Parlamento la Direzione Investigativa Antimafia parla di “agguerrita incidenza” di matrice straniera.
Una relazione annunciata all’indomani della strage di camorra a Castel Volturno ma che segnala “forme di provate connessioni tra le consorterie criminali mafiose autoctone e quelle straniere”.


“Il quadro della situazione dei fenomeni criminali organizzati, emerso nel semestre in esame, continua a registrare la significativa incidenza di agguerrite matrici straniere”. È quanto si legge nella relazione semestrale del DIA (Direzione Investigativa Antimafia) al Parlamento ed al Ministero dell’interno.
Secondo la Dia, “si sta consolidando un complesso sistema di gestione dell'illecito di tipo reticolare, che sfugge ai limiti di giurisdizione territoriale, a cui sono ancorati i sistemi statuali”. Secondo l’organo investigativo, “il sistema della sicurezza si trova ad affrontare sempre più spesso un tipo di criminalità multietnica, operante in un ampio spettro di reati”, come la tratta di esseri umani, la contraffazione e il riciclaggio, il traffico di droga e armi.
Una criminalità, sottolinea la Dia, che opera su “aree che trascendono il territorio nazionale, caratterizzate da diversi ordinamenti e ove insistono molteplici realtà organizzate”
Secondo la DIA inoltre è “provata” la collaborazione tra la criminalità autoctona, italiana, e quella straniera nelle sue diverse forme. “I gruppi di diversi nazionalità - si legge nella relazione - sfruttando i punti deboli dello spazio giuridico internazionale, cooperano attivamente e talvolta sinergicamente, mettendo a fattor comune peculiari capacità operative e corruttive per il raggiungimento dei propri scopi illeciti” e “in tale contesto - si sottolinea - si ritengono importanti le connessioni sussistenti e provate tra le consorterie criminali mafiose autoctone e quelle straniere, delle quali sono stati evidenziati precisi segnali”.
(Al. Col.)



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