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News ed eventi
6 agosto 2009

Regolarizzazione: nessuno sconto ai datori di lavoro domestico sfruttatori di colf e badanti immigrati.
Esclusi dalla sospensione dei procedimenti penali i reati di ospitalità e cessione di immobile previsti dal testo unico immigrazione.


Ieri è entrata in vigore la legge 3 agosto 2009, n. 102, di conversione del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, ed il primo effetto è stato quello di sospendere, fino alla conclusione delle operazioni di regolarizzazione di colf e badanti, i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore, compreso, ovviamente, anche il reato di clandestinità che scatterà per tutti l’8 agosto.
Come anticipato nell’articolo di ieri, della sospensione non potranno beneficiare gli stranieri che sono esclusi dalla regolarizzazione perché impiegati in altri settori lavorativi, oppure che non potranno essere regolarizzati in quanto colpiti da espulsione a motivo della loro pericolosità o che sono stati condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella “patteggiata”, per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del medesimo codice.
Per quanto riguarda i datori di lavoro, la sospensione si riferisce sia ai procedimenti che rivestono carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale, sia ai procedimenti penali relativi al reato di impiego di lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno.
Restano invece esclusi dalla sospensione i reati più gravi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina previsti dall’art. 12 del testo unico immigrazione. Tra questi, anche il reato commesso da chi, a titolo oneroso, al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio ovvero cede, anche in locazione, un immobile ad uno straniero che sia privo di titolo di soggiorno al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione, reato che è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la confisca dell’immobile.
Nessuno sconto, dunque, per i datori di lavoro che “ospitano” in casa colf e badanti con paghe da fame, sfruttando la loro condizione di irregolarità.
(R.M.)


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