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6 Luglio 2009
Regolarizzazione per colf e badanti che dimostrino di avere un lavoro e rischiano l’incriminazione con la nuova legge.
Ieri la proposta del sottosegretario Giovanardi, appoggiata dal mondo cattolico e dall’opposizione, che ha creato malumori nel Governo. Per il portavoce Bonaiuti: “il reato di immigrazione clandestina non è retroattivo”.
Una regolarizzazione per colf e badanti che lavorano nelle famiglie e rischiano di essere incriminate con l’introduzione del reato di clandestinità contenuto nel Pacchetto sicurezza.
Il provvedimento, che dovrebbe ricalcare quello già attuato nel 2002 a seguito della legge Bossi-Fini, è stato proposto ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia Carlo Giovanardi.
“Come responsabile delle politiche familiari di questo Governo - ha dichiarato Giovanardi -, chiedo al Presidente del Consiglio di mettere all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri un provvedimento d'urgenza, come quello che funzionò benissimo nel secondo Governo Berlusconi, soprattutto per quanto riguarda l'emergenza colf e badanti”.
Secondo le stime fornite da Acli Colf, che si era fatta promotore della proposta nei giorni scorsi, si tratterebbe di oltre mezzo milione di lavoratori stranieri.
Giovanardi ha inoltre spiegato che “le nuove norme sulla sicurezza saranno efficaci soltanto se accompagnate da un provvedimento indirizzato agli extracomunitari già in Italia con un rapporto di lavoro in essere che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari” .
Una richiesta sostenuta dall'auspicio che “i nuovi strumenti a disposizione di forze dell'ordine e magistrati non rimangano grida senza alcun effetto”. Per il sottosegretario “se pensiamo di espellere centinaia di migliaia di collaboratrici domestiche extracomunitarie, anche con la nuova legge, che si trovano già in Italia e hanno un rapporto di lavoro in essere si rischia di trasformare tutto in una sorta di grida manzoniane...”.
L'obiettivo del provvedimento, secondo l’esponente del Governo, “è agevolare le forze dell'ordine nell'espellere realmente dal Paese chi si trova in Italia senza un lavoro e, soprattutto, svolge attività collegata alla criminalità organizzata. Nello stesso tempo si favoriscono le famiglie italiane e si fa un favore anche all'economia, perché regolarizzare colf e badanti vuol dire far versare contributi, mettere in regola e assicurare a queste persone il diritto ad una pensione”.
La proposta di Giovanardi arriva dopo due giorni di polemiche intense. In particolare, sull’iniziativa del politico di area cattolica sembrano pesare notevolmente le posizioni della Chiesa, sia del Vaticano che della Conferenza Episcopale Italiana. Non ultimo anche l’atto di accusa pronunciato dal Cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi.
E i primi supporter del nuovo provvedimento sono stati proprio esponenti del mondo cattolico: Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Acli ed esponenti politici quali Rosi Bindi e Franceschini.
“Spiazzati” sono invece apparsi gli esponenti della maggioranza, con il ministro leghista Calderoli a chiamare in causa l’UE che nel “Patto per l’immigrazione” vieta regolarizzazioni generalizzate.
Più “avventata” è apparsa la spiegazione del portavoce di Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti, che nel sottolineare la non “necessità” del provvedimento, ha dichiarato che le colf e le badanti possono star sicure perché “le nuove norme sulla sicurezza non incidono sulle persone che già sono in Italia e le norme penali riguardano solo il futuro e non sono retroattive”.
Una dichiarazione ripresa da Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, che in una nota nega che il problema posto da Giovanardi esista: “come sanno tutti, un reato penale non è mai retroattivo. E quindi anche il reato penale di immigrazione clandestina, giustamente inserito dal Ddl sicurezza, non potrà certo applicarsi a chi oggi è in Italia e lavora come colf o badante, anche se il suo ingresso fu irregolare. Il Governo non si sogna di mettere in difficoltà colf e badanti”.
(Al. Col.)
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