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News ed eventi
8 Luglio 2009

Decreto sicurezza, reato di immigrazione clandestina e regolarizzazione di colf e badanti: cosa prevede la legge.
Cinque risposte della Redazione di ImmigrazioneOggi alle domande dei lettori.


Il “Decreto sicurezza” è stato approvato dal Parlamento ma non è ancora entrato in vigore. Occorre attendere i seguenti passaggi: firma del Capo dello Stato, revisione redazionale del testo e delle note che lo accompagnano, pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione in G.U. e, probabilmente, entro il mese di agosto.

Il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, che è punito con l’ammenda da 5mila a 10mila euro, sarà contestato a tutti gli stranieri che, alla data di entrata in vigore della legge, “si trattengono” sul territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del Testo unico immigrazione, a prescindere da quando è avvenuto il loro ingresso in Italia. Poiché questo è il dato letterale della norma, che peraltro corrisponde all’intenzione del Parlamento di sanzionare indistintamente tutti gli irregolari, non è corretto sostenere che il nuovo reato si applicherà solo agli stranieri che entreranno in Italia dopo l’entrata in vigore della legge.

Chi attualmente occupa alle sue dipendenze un lavoratore, anche domestico, sprovvisto di permesso di soggiorno già commette un reato punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato.

Dopo l’entrata in vigore della legge i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio avranno l’obbligo di denunciare gli stranieri irregolari. Questo obbligo non riguarda il privato cittadino né, tanto meno, chi opera per conto di associazioni o strutture private di assistenza.

Se il Governo, prima dell’entrata in vigore della legge penale, approverà un provvedimento di regolarizzazione oppure il “ripescaggio” delle domande di nulla osta al lavoro per colf e badanti già presentate entro il 31 maggio 2008, ma non accolte perché fuori quota, il reato non potrà essere contestato a questi lavoratori in quanto verrà a mancare il presupposto della irregolarità del soggiorno.
(Red.)


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