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News ed eventi
13 luglio 2009

Regolarizzazione immigrati: si delineano i contorni del provvedimento che dovrebbe essere approvato prima dell’entrata in vigore del “Pacchetto sicurezza”.
Si stima che la procedura, riservata solo a colf e badanti, possa riguardare fino a 500mila persone.


È necessario ritardare il più possibile l’entrata in vigore della legge sulla sicurezza che introdurrà il reato di immigrazione clandestina. È questo, secondo fonti del Viminale, l’obiettivo per rendere meno difficoltosa la procedura di regolarizzazione di colf e badanti sulla quale i tecnici dei Ministeri dell’Interno e del Lavoro si stanno confrontando.
Se la nuova legge entrasse in vigore in una data antecedente alla regolarizzazione, il reato di clandestinità renderebbe problematica, anche se non irrealizzabile, la procedura.
Per questo, spiegano fonti del Viminale, si sta cercando di far slittare il più possibile l’entrata in vigore della legge, nel rispetto delle procedure istituzionali e costituzionali.
Il provvedimento, approvato dal Senato in via definitiva lo scorso 2 luglio, entro 30 giorni deve essere firmato e promulgato dal Capo dello Stato e, successivamente, entrerà in vigore quindici giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, adempimento che dovrà avvenire “subito dopo” la firma.
Il testo del provvedimento - che sarà inserito con un emendamento del Governo nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 recante provvedimenti anticrisi attualmente all’esame delle Commissioni V e VI della Camera - intanto appare sempre meglio delineato. Si tratta tecnicamente, a detta degli autori, di una “regolarizzazione contributiva” per il lavoro domestico e di assistenza, aperta a datori di lavoro italiani, comunitari o anche extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo CE.
Questi potranno denunciare lavoratori che, in data antecedente al 30 giugno 2009, erano occupati irregolarmente in “attività di assistenza per sè stesso o per componenti della propria famiglia, affetti da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza, ovvero nel lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare” versando una somma forfettaria di 500 euro, più o meno 3 mensilità di contributi.
L’autodenuncia esclude le “sanzioni penali, civili e amministrative connesse al rapporto di lavoro irregolare”. Viene quindi sanato il pregresso.
Le domande potranno essere presentate dall’1 al 30 settembre: per i lavoratori italiani e comunitari presso l’Inps, mentre per gli extracomunitari la domanda dovrà inoltrarsi per via informatica allo Sportello unico per l’immigrazione competente per territorio.
Lo Sportello unico, verificata l'ammissibilità della dichiarazione e acquisito il parere della Questura sull'insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
Ogni famiglia potrà regolarizzare al massimo una colf e due badanti, presentando, in questo caso, idonea certificazione che dimostri lo stato di bisogno di componenti con patologie, disabilità e stato di bisogno dell’ assistenza.
Il datore di lavoro dovrà dichiarare, sotto la propria responsabilità, la data di inizio del rapporto. Non sono dunque richieste “prove” particolari dell’effettiva sussistenza del vincolo di lavoro, basta la dichiarazione del datore. Il testo fissa però alcuni paletti. Eccoli. Non sono ammessi alla regolarizzazione i cittadini extracomunitari colpiti da provvedimento di espulsione per motivi diversi dal mancato rispetto della normativa sul soggiorno in Italia.
Nel caso in cui il datore di lavoro abbia presentato istanza di nulla osta all'ingresso per lavoro subordinato per l'assunzione di un lavoratore extracomunitario nei decreti flussi del 2007 e 2008, potranno comunque accedere alla regolarizzazione contributiva.
Secondo stime ministeriali, il provvedimento potrebbe riguardare dai 300 ai 500 mila immigrati, con un gettito complessivo di 150-250 milioni di euro.
(Al. Col.)


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