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14 ottobre 2009
Aggravante della clandestinità: la Corte Costituzionale non si pronuncia ed invita i giudici a riformulare le questioni di legittimità.
Inammissibile il ricorso presentato dal Tribunale di Livorno per motivazione insufficiente. Restituiti i ricorsi ai Tribunali di Ferrara e Latina per modifiche intercorse alla normativa con l'introduzione del reato di clandestinità.
Le questioni di legittimità costituzionale sollevate da diversi Tribunali sull'aggravante di clandestinità (l'aggravamento di un terzo della pena nel caso di reati commessi da stranieri in condizione di irregolarità), introdotta dal decreto legge 23 maggio 2008, n. 92 in materia di sicurezza pubblica , dovranno essere riformulate.
La Consulta - secondo quanto anticipa l'agenzia Ansa - ha infatti deciso per l'inammissibilità del ricorso sollevato dal Tribunale di Livorno e per la restituzione degli atti di altri due ricorsi dei giudici di Ferrara e Latina.
L'Ansa riferisce che la decisione è stata presa dalla Consulta in una camera di consiglio della scorsa settimana, la stessa in cui si è discusso del Lodo Alfano, e sarà contenuta in un'ordinanza che verrà depositata probabilmente la prossima settimana.
Seppure circoscritta all'aumento delle pene fino ad un terzo per gli immigrati irregolari che delinquono, la legittimità dell'aggravante di clandestinità veniva ritenuta, negli ambienti della maggioranza di governo, un banco di prova anticipato anche per quanto riguarda la valutazione della Consulta sul reato di clandestinità, introdotto nella legge sulla sicurezza.
La Corte Costituzionale - riferisce l'Ansa - nel decidere per l'inammissibilità e per la restituzione atti dei ricorsi, di fatto non li ha analizzati nel merito, ma si è fermata prima: la questione sollevata dal Tribunale di Livorno sarebbe stata ritenuta dalla Consulta mal posta, vale a dire non sufficientemente motivata sulla rilevanza; per quanto riguarda gli altri due ricorsi di Ferrara e Latina, la Corte li avrebbe restituiti dal momento che, circa un anno dopo l'aggravante di clandestinità, è entrata in vigore un'altra norma, l'art. 10 bis che punisce con ammende fino a 10mila euro chi si trova illegalmente senza permesso nel territorio italiano. Proprio alla luce dell'introduzione del reato clandestinità, la Corte Costituzionale ha pertanto deciso di rispedire indietro i ricorsi affinché i giudici di Ferrara e Latina valutino se, in seguito alle ultime modifiche legislative, sussistano ancora i requisiti per considerare rilevante la censura di legittimità delle nuove norme sull'immigrazione.
(Red.)
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