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News ed eventi
23 ottobre 2009

Minori stranieri: sono 660mila in Italia, un quarto del totale degli immigrati ed il 10% dei minori del Paese.
Benché siano quadruplicati negli ultimi dieci anni, l'Italia è ancora lontana dai valori dei maggiori paesi industrializzati. Presentata ieri una ricerca dell'Unicef.


660mila bambini figli di immigrati alla fine del 2007, il 10% del totale della popolazione giovanile, un'incidenza ancora nettamente inferiore ai maggiori paesi industrializzati ma che ha visto la presenza di minori immigrati quadruplicata nell'ultimo decennio.
Sono i dati del Rapporto "Bambini di famiglie immigrate in otto paesi ricchi" realizzato dall'Unicef nell'Istituto di Ricerca degli Innocenti di Firenze.
I bambini e ragazzi immigrati, un quarto degli immigrati presenti in Italia, sono il 16% nel Regno Unito, il 17% in Francia, il 22% negli Usa e Paesi Bassi, il 26% in Germania, il 33% in Australia, il 39% in Svizzera. Le comunità più consistenti sono quella marocchina e quella albanese. In media, il 92% dei bambini vive con entrambi i genitori.
Come per altri paesi, anche in Italia per questi bambini il rischio povertà cresce proporzionalmente all'ampiezza del nucleo familiare ed il 22% dei bambini “stranieri” vivono in famiglie con due o più fratelli minori.
Tale percentuale per i bambini italiani è di circa il 15% mentre per i bambini in famiglie di migranti provenienti da paesi ricchi si attesa intorno al 17%.
Per poco meno dei tre quinti dei bambini in famiglie di migranti vivono in abitazioni sovraffollate. I tassi più elevati in questa forma di disagio abitativo si registrano per i provenienti da Pakistan, Marocco, Senegal e Macedonia (oltre l'80%). Nel 50% dei casi, queste case sono di proprietà della famiglia.
Soltanto un quarto dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni che vive in famiglie immigrate è impegnato a scuola o all'università mentre sale al 40% per i nativi.
A livello scolastico sono ormai la maggioranza negli istituti professionali eppure si trovano in svantaggio nel mercato del lavoro rispetto ai coetanei autoctoni. Giovani che vivono nelle famiglie immigrate sono più presenti nelle scuole professionali. Per lo più, i giovani immigrati tendono in genere a trovarsi in una situazione di svantaggio sul mercato del lavoro.
La percentuale di bambini, nelle famiglie di immigrati provenienti da paesi dai paesi a basso e medio reddito, che parlano a casa una lingua diversa da quella del paese di insediamento, varia dal 56 % in Australia al 73-77 % in Francia e negli Usa. Ad ogni modo, pochi parlano a casa solamente la lingua madre. I tassi di povertà sono più alti tra le famiglie immigrate con bambini rispetto a quelle autoctone, del 6-7 % in Australia, del 12-13 % in Germania, Francia e Stati Uniti.
(Red.)


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