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23 ottobre 2009
Consiglio d'Europa: il commissario ai diritti umani Hammarberg sollecita i chiarimenti a Italia e Malta sulla morte dei 73 eritrei avvenuta ad agosto.
Per Hammarberg lo sdoppiamento delle funzioni su sicurezza e diritti umani nella Commissione UE potrebbe essere un rischio per il rispetto dei diritti a scapito delle politiche di sicurezza.
“L'immigrazione dovrebbe essere una priorità per i due nuovi commissari della Commissione europea, quello ai diritti umani e alla giustizia e quello agli affari interni e sicurezza”. È quanto ha dichiarato ieri Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, nel corso di un'audizione alla sottocommissione per i diritti umani del Parlamento europeo.
Hammarberg, riferendosi all'ipotesi di scindere il portafoglio che è attualmente del commissario Jacques Barrot, ha espresso la speranza che i due nuovi commissari collaborino strettamente. Il commissario vede nella divisione di diritti umani e sicurezza un possibile pericolo e cioè che i primi non vengano tenuti in dovuta considerazione quando si tratta di prendere decisioni sulla sicurezza.
Hammamberg, incontrando i giornalisti al termine dell'audizione, è tornato a parlare della situazione del Mediterraneo e sulla lettera di richiesta chiarimenti inviata a Italia e Malta.
“Non ho ricevuto ancora nessuna risposta alla mia lettera, datata 27 agosto, con cui chiedevo ai due governi di condurre un'inchiesta seria e approfondita sulla vicenda della barca su cui morirono 73 eritrei nelle acque del Mediterraneo”, ha dichiarato il commissario.
Hammarberg ha poi precisato di “tenere” molto a questa risposta, “perché se casi come questo non vengono chiariti c'è il rischio che si ripetano”.
(Red.)
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