| News ed eventi |
 |
28 ottobre 2009
11,25. Speciale Dossier Statistico Immigrazione 2009 Caritas/Migrantes.
Pittau: i numeri per un nuovo punto di vista sull'immigrazione.
“Inquadrare gli immigrati come regolari e non come clandestini; inquadrarli come lavoratori e non come delinquenti; inquadrarli come cittadini e non come stranieri”. Sono questi, secondo il curatore Franco Pittau, i tre punti che sintetizzano i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2009.
Pittau, che insieme a don Luigi Di Liegro ha fondato la ricerca annuale della Caritas, ha spiegato che il Dossier è uno strumento “per rovesciare questa falsa immagine che si ha dell'immigrazione, non tanto sulla base delle motivazioni pastorali di Caritas e Migrantes, bensì sulla base dei dati, che da due decenni continuano a essere forniti con accuratezza e con completezza”.
Pittau ha inoltre illustrato i dati, per grandi linee, che emergono dal rapporto: 4 milioni e 330 mila i cittadini stranieri presenti regolarmente, pari al 7,2% della popolazione italiana; 2 milioni i lavoratori, che concorrono alla creazione della ricchezza del “sistema Italia” e aumentano ogni anno per supplire alle carenze della forza lavoro; 862 mila minori figli di genitori stranieri, ormai un decimo della popolazione minorile, 72mila dei quali nati lo scorso anno in Italia; 629 mila le presenze a scuola; oltre 100 mila le persone che arrivano ogni anno per ricongiungimento familiare nell’ottica di un insediamento stabile; 40 mila le persone che acquisiscono annualmente la cittadinanza italiana, a seguito di matrimonio o di anzianità di residenza, mostrando un forte attaccamento al nostro Paese; 24 mila matrimoni misti tra italiani e immigrati, che costituiscono una frontiera complessa, suggestiva e promettente della convivenza tra persone di diverse tradizioni culturali e religiose; circa 6 mila gli studenti stranieri che si laureano annualmente in Italia, in buona parte destinati a diventare la classe dirigente nel Paese di origine.
“Il Dossier - ha spiegato Pittau - non afferma che l’immigrazione non presenti aspetti problematici ma, attraverso i numeri, ci orienta verso una sua visione realistica e più positiva”.
Secondo il responsabile del rapporto “ciò comporta da parte di ciascuno di noi una messa a punto dell’atteggiamento personale, liberandolo dai pregiudizi, e da parte dei politici una maggiore apertura in materia di cittadinanza e di partecipazione, come anche la messa a disposizione di maggiori risorse”.
(Red.)
|
 |
|
|
|
|