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News ed eventi
17 settembre 2009

Regolarizzazione: 94.122 domande presentate, solo 12mila quelle con la rinuncia all’istanza del decreto flussi.
Le domande inviate riguardano soprattutto cittadini ucraini, moldavi e marocchini. Le richieste più numerose provengono dalla provincia di Milano (16,7%) e Roma (12%).


94mila le domande di regolarizzazione arrivate alle 13 di ieri al Ministero dell’interno quando mancano ancora due settimane al termine della procedura. Appare chiaro ormai che i numeri preventivati alla vigilia, di almeno mezzo milione di lavoratori, appare bel lontano dall’avverarsi.
I primi giudizi, da parte di esperti del mondo del lavoro e dei sindacati, attribuiscono il basso numero di domande alla particolare procedura che non permette agli immigrati di poter essere regolarizzati da più datori di lavoro. Le stime, come denunciato dai sindacati prima del via, descrivono il mercato dell’assistenza familiare con contratti di poche ore settimanali in più famiglie.
Comunque, informa una nota del Viminale, le domande arrivate ieri erano 94.122 con 93.625 ricevute consegnate e 131mila moduli richiesti.
Il rapporto sulla provenienza di connessione alla procedura vede i privati con 47mila connessioni ed i patronati e le associazioni con 45mila. Molto basse le procedure attivate dai consulenti del lavoro (898) mentre sono in aumento quelle dei Comuni (816).
Tra la tipologia delle richieste 55mila riguardano le colf e 27mila le badanti. Oltre 12mila sono invece le domande per badanti presentate per un’ altra persona.
Soltanto nel 13% dei casi (12mila) la domanda è stata accompagnata dalla rinuncia all’istanza per il Decreto flussi 2007.
Nella provincia di Milano il maggior numero di domande (16,7%), seguita da Roma (11,9%), Napoli (6,8%), Brescia (4%) e Torino (3%).
Tra le nazionalità dei lavoratori spiccano le richieste di emersione per ucraini (14,4%), moldavi (11,8%), marocchini (11,4%), bengalesi (6%), cinesi (5,5%) e indiani (5%).
(Al. Col.)


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