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News ed eventi
25 settembre 2009

Regolarizzazione colf e badanti: ultimi chiarimenti del Viminale ad una settimana dalla chiusura delle procedure.
Nelle nuove FAQ anche la possibilità di regolarizzare il coniuge od un parente.


A pochi giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande di regolarizzazione il Dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno fornisce nuove risposte a chiarimento di alcuni quesiti.
1. Alla domanda se è possibile regolarizzare una colf o una badante con cui esiste un rapporto di coniugio o parentela - situazione ricorrente con una certa frequenza - i tecnici del Viminale rispondono affermativamente, in quanto l’esistenza di un vincolo di parentela o affinità con il lavoratore non esclude la sussistenza di un contratto di lavoro domestico purché il rapporto di lavoro sia provato ed in presenza della relativa retribuzione. Però, nel caso del coniuge, il rapporto di lavoro domestico è possibile soltanto quando il datore di lavoro abbia menomazioni tali da renderlo non autosufficiente e per le quali sia stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento; pertanto, in tali ipotesi, la domanda di emersione può riguardare soltanto le badanti. L’assistenza prestata al coniuge, infatti, rientra tra i doveri reciproci posti dalla legge (art. 142 c.c.) e solo la condizione di una grave menomazione può giustificare l’instaurazione di un rapporto di lavoro domestico. Anche nel caso di genitori e figli la cura e l’assistenza si intendono, normalmente, prestate per affezione. Infine, si chiarisce che l’onere di provare l’esistenza del rapporto di lavoro domestico ricade sul datore di lavoro.
2. Altra domanda riguarda la possibilità di regolarizzare la posizione di badanti e colf che, da tempo presenti sul territorio nazionale, abbiano per un breve periodo interrotto il rapporto di lavoro per raggiungere i propri familiari nella patria di origine. Anche in questo caso la risposta è affermativa in quanto il rapporto di lavoro domestico prevede il diritto ad usufruire di permessi per ferie, malattia, visite mediche etc. che non interrompono il rapporto di lavoro.
3. Un terzo quesito verte sulla possibilità che un figlio non convivente con i genitori possa presentare domanda di regolarizzazione di una colf che presta servizio presso i genitori stessi. In questo caso, risponde il Ministero, il figlio può presentare domanda solo se lo stesso è in grado di soddisfare autonomamente il requisito del reddito in quanto il reddito dei genitori non può essere cumulato perché non conviventi.
4. L’ultima risposta riguarda la possibilità di presentare la domanda di emersione per un lavoratore irregolare impiegato presso una pluralità di datori di lavoro per un numero di ore settimanali che cumulativamente supera il monte ore previsto, mentre per ogni singolo datore di lavoro non raggiunge il limite minimo delle 20 ore settimanali. In questo caso la risposta è negativa in quanto è la stessa legge che stabilisce la possibilità di assunzione da parte di un unico datore di lavoro per un numero minimo di ore settimanali non inferiore a 20.
(Red.)


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