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29 luglio 2011
Accordo di integrazione: il Governo approva in via definitiva il regolamento. Le nuove norme in vigore tra quattro mesi.
Varato dal Consiglio dei Ministri il provvedimento che introdurrà il “permesso a punti” per gli immigrati che arriveranno in Italia a partire dall’autunno.

A due anni di distanza dalla legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica) che ha introdotto nel testo unico immigrazione l’accordo di integrazione (art. 4 bis), ad un anno dalla preliminare approvazione da parte del Consiglio dei Ministri nel maggio 2010, dopo i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata, ieri è stato approvato in via definitiva il regolamento di attuazione che stabilisce i criteri e le modalità per la sottoscrizione, da parte dello straniero, contestualmente alla presentazione della domanda di rilascio del permesso di soggiorno “di un Accordo di integrazione, articolato per crediti, con l’impegno a sottoscrivere specifici obiettivi di integrazione, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno”.
Per conoscere nel dettaglio le modifiche apportate allo schema di regolamento approvato nel maggio 2010 si dovrà attendere la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale. Nelle linee generali è possibile anticipare che l’obbligo della sottoscrizione dell’accordo riguarderà solo gli stranieri ultra sedicenni, in arrivo in Italia per la prima volta dopo l’entrata in vigore del regolamento, che chiedono un permesso di soggiorno superiore a un anno. Saranno esonerati gli stranieri che presentano patologie o handicap che limitano gravemente l’autosufficienza o tali da determinare gravi difficoltà all'apprendimento linguistico e culturale, le vittime della tratta, di violenza o grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del percorso di protezione sociale.
Il percorso di integrazione avrà una durata biennale, i crediti iniziali saranno 16 e potranno essere incrementati attraverso l'acquisizione di percorsi di formazione professionale, conseguimento di titoli di studio, iscrizione al SSN, stipula di un contratto d’affitto o di acquisto di un immobile, volontariato. Saranno decurtati, ad esempio, se non parteciperanno alla sessione formativa iniziale organizzata dalle prefetture entro sessanta giorni dall’arrivo (non più entro trenta come invece stabilito nella prima bozza del regolamento), ovvero a causa di una condanna penale anche non definitiva o in presenza di misure di sicurezza personali o per aver commesso gravi illeciti amministrativi o tributari. Infine, se ad un mese dal termine dei due anni non saranno raggiunti 30 crediti, ma almeno 17, l’accordo sarà prorogato di un anno per dare la possibilità di raggiungere la soglia stabilita per considerare l’accordo adempiuto. Altrimenti se i crediti saranno pari o inferiori a zero lo straniero sarà espulso. Resta da capire se e quali risorse finanziarie saranno disponibili per garantire gli obblighi da parte dello Stato, ed in particolare la formazione linguistica, perché in caso contrario di tutto si potrà parlare tranne che di “accordo”.
(R.M.)



 
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