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09 luglio 2012
Lavoratori stranieri irregolari: nuovo regime sanzionatorio, emersione su richiesta del datore di lavoro e permessi di soggiorno a chi denuncerà casi di particolare sfruttamento.
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/52/CE. Pesante inasprimento delle sanzioni a carico dei datori di lavoro, compresa la condanna alle spese di rimpatrio dei lavoratori. Imminente la regolarizzazione dei lavoratori stranieri per gestire la fase transitoria tra vecchio e nuovo regime sanzionatorio.

Il Consiglio dei ministri di venerdì 6 luglio ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che recepisce, con un anno di ritardo, la direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
Il provvedimento arriva dopo l’approvazione preliminare nel mese di aprile da parte del CdM ed i successivi pareri delle Commissioni parlamentari.
Il decreto inasprisce l’attuale regime sanzionatorio nei confronti dei datori di lavoro che impiegano lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno e prevede, oltre all’innalzamento delle pene, anche una serie di sanzioni accessorie, che vanno dal divieto di assumere lavoratori stranieri al pagamento delle spese di rimpatrio del lavoratore, con un temperamento nei confronti di datori di lavoro persone fisiche quando l’impiego sia a fini privati.
Per i lavoratori stranieri che denuncino casi di “particolare sfruttamento” è previsto invece il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Sarà il questore, “su proposta o con il parere favorevole del procuratore della Repubblica”, a rilasciare il permesso allo straniero che abbia “presentato denuncia” e “cooperi nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro”. Il permesso potrà essere rinnovato per un anno o fino alla fine del processo mentre sarà revocato “in caso di condotta incompatibile con le finalità dello stesso, ovvero qualora vengano meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio”.
La principale novità di questo decreto sarà la regolarizzazione dei lavoratori auspicata dal ministro Riccardi che qualche mese fa espresse l’opinione che fosse necessario accompagnare l’applicazione delle nuove norme con una breve fase transitoria che preveda la possibilità di un “ravvedimento operoso” per il datore di lavoro, permettendo allo stesso di adeguarsi in tempi congrui alla nuova disciplina, previo pagamento di una somma, per evitare sanzioni più gravi.
Dello stesso avviso è stato anche il Parlamento, tanto che le stesse Commissioni parlamentari, ed in particolare le Commissioni riunite 1 e 2 del Senato, il 5 giugno hanno espresso all’unanimità (compresa la Lega Nord tramite il sen. Divina) parere favorevole al Governo condizionato alla previsione “di una fase transitoria, entro la quale i soggetti interessati possono volontariamente adeguarsi alle norme di legge ed evitare le sanzioni più gravi mediante l’emersione del rapporto di lavoro irregolare”.
Il Consiglio dei ministri di venerdì ha dunque accolto queste istanze e la misura, che diventerà operativa già dopo la pubblicazione del decreto nella GU, stabilirà, in conformità con il parere delle Commissioni parlamentari del Senato, che i datori di lavoro italiani, cittadini dell’Ue e stranieri titolari del permesso di lungo soggiorno CE, possano dichiarare entro un termine certo il rapporto di lavoro irregolare, con l’onere per il datore di lavoro dei pagamenti retributivi, contributivi e fiscali pari ad almeno tre mesi e con il pagamento di un contributo di 1.000 euro per ciascun lavoratore.
L’emersione comporterà: a) la sospensione dei procedimenti sanzionatori relativi all’ingresso e soggiorno irregolare dello straniero nel territorio nazionale ed ai procedimenti connessi, comprese le aggravate sanzioni penali in materia, purché non costituiscono fatto o reato più grave; b) il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro allo straniero occupato irregolarmente; c) rigorosi meccanismi di controllo per scongiurare abusi e per evitare l’applicazione del meccanismo dell’emersione a favore di stranieri condannati ovvero espulsi per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato.
(R.M.)



 
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