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02 agosto 2012
Regolarizzazione: Riccardi “150 mila gli immigrati interessati, non sarà una sanatoria”.
Il ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione precisa che il provvedimento “è un appello agli italiani alla legalità”.

Il Governo ha stimato in 150mila immigrati la platea di possibile lavoratori interessati alla regolarizzazione. È quanto ha dichiarato il ministro della Cooperazione internazionale e dell’Integrazione, Andrea Riccardi, nel corso del question time alla Camera rispondendo ad una interrogazione del leghista Luca Rodolfo Paolini.
Il ministro ha parlato di “norma di legge pretesa con condizione da Camera e Senato” e di norma transitoria “a favore dei datori di lavoro per consentire un ravvedimento operoso” da parte degli stessi.
Inoltre, “al Parlamento, al Governo è apparso ragionevole offrire ai datori di lavoro la possibilità di scegliere di mettersi subito in regola piuttosto che rischiare pesanti conseguenze". Secondo Riccardi, “siamo in presenza dell’offerta di un’unica opportunità che in Italia accade in altri settori come il tributario e fiscale”. Il ministro ha anche precisato che si tratta di “vicenda non paragonabile alla questione dei lavoratori italiani anche in nero che in qualunque momento possono diventare regolari, mentre gli stranieri, irregolari o clandestini, sono privi di permesso di soggiorno e privi di protezione”. Inoltre, “deve trattarsi di condizioni di lavoro particolarmente caratterizzate dallo sfruttamento. Il ravvedimento operoso del datore di lavoro, per evitare gravi sanzioni, riguarda solo le persone già presenti in Italia prima del 31 dicembre 2011, in condizione di dimostrare tale presenza con documentazione di organismi pubblici”.
Successivamente, intervenendo ieri sera alla tavola rotonda Un appello alla legalità organizzata dal Ministero da lui guidato, Riccardi ha precisato che “quella che abbiamo fatto non è una sanatoria”. “Il nostro messaggio non è quello che si può venire qui e stare in modo illegale, tanto poi tutto si aggiusta” ha spiegato parlando anche di “operazione di trasparenza” e di “metodo rigoroso”.
Il ministro ha poi aggiunto che “il nostro vuole essere un appello agli italiani per la legalità. Recependo la direttiva europea del 2009 abbiamo guardato agli italiani”.
Alla manifestazione sono intervenuti anche i deputati Veltroni, D’Elia, Bonino e Carfagna che si sono espressi tutti a favore della misura.
(Red.)



 
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