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16 settembre 2012
Regolarizzazione: sul provvedimento è rottura tra le organizzazioni sociali. Il Tavolo Nazionale Immigrazione critica la misura, non firmano Caritas, Sant’Egidio e Cisl.
“Il ‘ravvedimento’ dovrebbe riguardare il Governo” scrivono Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cgil, Fcei, Sei-Ugl e Uil.

“Forte preoccupazione per le procedure fissate dal Governo per accedere alla nuova regolarizzazione, finalizzata all’emersione dal nero di centinaia di migliaia di lavoratori stranieri”. Ad esprimerla sono Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cgil, Fcei, Sei-Ugl, Uil, che fanno parte del Tavolo Nazionale Immigrazione, che chiedono al governo di chiarire una serie di punti per rendere la misura “efficace ed equa”.
“Innanzitutto – si legge in una nota – va segnalata la diversità di trattamento previsto per il datore di lavoro, in caso di buon esito della domanda esentato da eventuali provvedimenti penali e amministrativi, e il lavoratore, che rischia invece l’espulsione in caso di rigetto della domanda. Le condizioni poste, e non solo di carattere economico (già di per sé elemento di forte selezione), sono tali da far prevedere un possibile fallimento dell’operazione, limitandone fortemente la partecipazione e fornendo così una falsa rappresentazione delle situazioni da sanare che apparirebbero molto meno numerose di quante siano in realtà”.
“È necessario – scrivono le organizzazioni – che il Governo chiarisca e modifichi una serie di punti per rendere il provvedimento efficace e più equo. Il 'ravvedimento', quindi, dovrebbe innanzitutto riguardare l’Esecutivo, se davvero si vuole che chi è irregolare sia messo in condizione di 'ravvedersi' a sua volta”, concludono le associazioni.
Una presa di posizione che, però, non ha visto partecipe l’intero Tavolo: all’appello mancano infatti le firme delle maggiori organizzazioni cattoliche, Caritas Italiana e Sant’Egidio, e del sindacato Cisl. Queste ultime avevano invece firmato un precedente appello del 1 agosto scorso nel quale si chiedeva al governo di apportare correttivi al provvedimento in sede di regolamento, cosa non avvenuta.
Dopo il comunicato appello del Tavolo in formato ridotto è stata la Cisl a rendere nota una dichiarazione della responsabile immigrazione, Liliana Ocmin, in cui si valuta “utile e necessario” il provvedimento del governo.
“Si tratta – afferma il segretario Ocmin – di una occasione importante che mira a salvaguardare la regolarità del lavoro degli immigrati e delle loro famiglie. Il nostro auspicio in questo senso è che questa opportunità possa essere raccolta pienamente. La Cisl, pur confermando la propria perplessità in merito ad alcuni aspetti, come ad esempio la prova di presenza sul territorio, l’esclusione della modalità lavorativa più diffusa delle collaborazioni domestiche a ore a cui aggiungere l’onerosità della procedura che pesa su aziende, famiglie ed anziani in piena crisi, aspetti su cui auspica correttivi, ribadisce complessivamente la positività del nuovo intervento di emersione che va comunque nella direzione di contrastare il lavoro sommerso e dare dignità a migliaia di lavoratori nell’ombra”.
(Red.)



 
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