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16 settembre 2012
Regolarizzazione: 4.547 le domande presentate sabato, primo giorno utile, in linea con la procedura del 2009. Troppo pessimismo finora?
Nove domande su dieci per colf e badanti. Nel giorno di chiusura degli intermediari le domande soprattutto da privati.

Sono state 4.547 le dichiarazioni di emersione dal lavoro irregolare giunte al terminale del Ministero dell’interno alle 18 di sabato, primo giorno utile per presentare le domande.
La procedura durerà un mese (fino al 15 ottobre) e non vi alcun tetto massimo al numero di posizioni che potranno essere sanate; i dati del primo giorno sono quindi parziali avendo i datori di lavoro ampio margine per presentare la pratica. Vi è anche da considerare che il sabato sono chiusi molti degli uffici degli intermediari abilitati a presentare domanda per conto del datore di lavoro (associazioni datoriali, patronati e liberi professionisti), quindi i numeri sicuramente cresceranno nel corso del periodo.
Quella che rischiava comunque di presentarsi come un’operazione fallimentare, almeno stando alle prime indicazioni, sembrerebbe invece una occasione che potrebbe regolarizzare un numero considerevole di immigrati. Se i potenziali lavoratori da far emergere si attestano intorno ai 380 mila, secondo la stima della Fondazione Moressa, la procedura dovrebbe coinvolgerne oltre la metà.
Se raffrontiamo il dato con il primo giorno della regolarizzazione del 2009, rivolta solo a colf e badanti ma di giorno lavorativo infrasettimanale, quando le domande presentate furono poco più di 5 mila, il dato emerso ieri può far ritenere un successo l’operazione del Governo.
I timori della vigilia, lamentati soprattutto dai sindacati e dalle organizzazioni sociali, erano per gli alti costi della procedura, ritenuti molto limitanti sia per i datori di lavoro che per gli immigrati che, purtroppo, in molti casi sono chiamati ad intervenire versando in proprio.
Un limite che, “italicamente”, sembra sia stato aggirato con la presentazione delle domande per domestici e assistenti alla persona (“badanti”), categorie per le quali gli esborsi erano molto più bassi potendo usufruire di forme contrattuali più elastiche.
Stando ai primi dati diffusi dal Viminale infatti, i moduli relativi a collaboratori familiari sono stati 2.900, 1.171 gli assistenti a persona non autosufficiente e 97 gli assistenti a persona autosufficiente. Solo 379 quelli per lavoro subordinato.
Dai dati del Viminale si evince inoltre che dalla provincia di Napoli sono state inviate il maggior numero di domande, 790, seguita da Roma con 742 e Milano con 670.
Quanto alle nazionalità, India (843 dichiarazioni di emersione), Bangladesh (685), Ucraina (493), Cina (489), Egitto (478) e Marocco (351) sono per ora in testa alla graduatoria.
L’ultimo dato riguarda la modalità di presentazione: 3.409 domande inviate da privati, 984 da patronati e 154 da consulenti del lavoro.

Ministero dell'interno - Riepilogo domande pervenute su scala nazionale
(file pdf - dati riferiti alle ore 18 del 15 settembre)


(Alberto Colaiacomo)



 
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