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Salute e Benessere

L’Italia è un Paese di “nonni senza nipoti”. Incremento delle nascite dovuto soprattutto alle donne straniere.


Presentato il “Libro Bianco 2011. La salute dei bambini”.


Maria Rita Porceddu

Sedentari, spesso con chili di troppo, ma con condizioni di salute complessivamente buone grazie soprattutto alla rete di protezione familiare tipicamente italiana che spesso supplisce alla carenza dei servizi sociali. È questo il profilo dei bambini del nostro Paese che emerge dal Libro Bianco 2011. La salute dei bambini, presentato il 30 gennaio 2012 all’Università Cattolica, un’analisi approfondita dello stato di salute dei minori e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni italiane. Il rapporto, pubblicato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, in collaborazione con la Società italiana di pediatria (SIP) e coordinata dal professor Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di igiene della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, non lascia presagire un futuro roseo quando definisce l’Italia un Paese di “nonni senza nipoti”, tanto sono bassi natalità e ricambio generazionale.

Basti pensare che la natalità oggi è intorno al 9,5‰, cioè nascono 9,5 bebè ogni 1000 abitanti, contro il 12,8‰ della Francia, 10,8‰ della Spagna, 12‰ della Svezia e 12,8‰ del Regno Unito. “L’Italia ha un volto sempre più vecchio, infatti, sebbene la popolazione italiana dal 2001 al 2010 sia aumentata del 5,9%, tale incremento non ha interessato la fascia di età 0-18 anni che, invece, è diminuita del 2,64%. Questi dati confermano il rapido processo d’invecchiamento che si sta delineando nel nostro Paese” si legge nel Libro Bianco. La regione più “giovane”, ossia con la percentuale più alta di ragazzi al di sotto dei 18 anni è la Campania (21,6%), la più vecchia la Liguria (14,6%). Nel 2008 il tasso di fecondità è stato pari a pari a 1,4 figli per donna, ancora molto inferiore al livello di sostituzione(circa 2,1 figli per donna) nonostante sia aumentato negli ultimi anni (+0,1 punti percentuali rispetto al 2000).
Questa ripresa, dovuta sia alla crescita dei livelli di fecondità delle over-30 che all’apporto delle donne straniere, richiede “un’attenzione specifica da parte dei servizi sanitari che devono adeguarsi alle esigenze della domanda con reparti, ad esempio, dedicati alla diagnosi perinatale e con personale in grado di poter dialogare efficacemente con l’utenza straniera” osserva il Rapporto. Dal Libro Bianco emerge chiaramente l’incremento delle nascite da cittadini stranieri, sia con uno che con entrambi i genitori stranieri, soprattutto a partire dall’anno 2003. La quota più elevata è quella dei nati da madre straniera. Questo indicatore, che nel 1999 era pari a 5,4%, si attesta nel 2008 a 15,9%. Le regioni del Nord sono nel 2008 quelle con la più elevata incidenza di nati da almeno un genitore straniero: l’Emilia-Romagna (madre 25%; padre 21,7%), il Veneto (madre 24,4%; padre 21,6%) e la Lombardia (madre 23,2%; padre 20,6%).

Al contrario, nelle regioni del Mezzogiorno la quota di nati con almeno un genitore straniero risulta non solo inferiore al dato nazionale, ma estremamente contenuta. I romeni, la prima comunità per presenza, sono coloro che generano il più alto numero di nati tra gli stranieri (17,2%), seguiti dai marocchini (16,9%) e dagli albanesi (12,6%). Ciò che preoccupa, oltre alla bassa natalità, è la profonda disomogeneità dei servizi assistenziali nelle diverse regioni.
“Essere bambino nel Sud d’Italia non è egualmente facile che esserlo nel Nord” ha affermato il professor Walter Ricciardi che ha aggiunto “disomogenea appare pure l’assistenza ospedaliera in pediatria, c’è necessità di fare una idonea programmazione degli interventi assistenziali e di creare un filtro che parta dal pediatra, per indirizzare al meglio il bambino verso il percorso assistenziale che più risponde ai suoi bisogni, evitando ad esempio ospedalizzazioni inutili”. Oggi i bambini residenti nel nostro Paese possono ancora fare affidamento su una fitta rete di pediatri territoriali (nel 2008 erano 7.649), ma, già a partire dal 2015, non è difficile prevedere che i pediatri diminuiranno in modo drastico in quanto una grande quota di questi andrà in pensione e, a causa del numero chiuso alle scuole di specializzazione, non sarà possibile assicurare il turn over. “L’Italia insomma non è un Paese a misura di bambino: tutte le politiche del welfare non sono orientate ai bisogni dell’infanzia e non incentivano le giovani coppie a mettere su famiglia” ha affermato Ricciardi.
Secondo il dato Istat nel 2010 la spesa per la protezione sociale sostenuta è stata pari al 29,9% del Pil. Alla previdenza sono stati destinati i 2/3 della spesa (66,4%), alla sanità 1/4 (25,6%), ma per le politiche per la famiglia solo un ventesimo (4,7% – in Francia lo stanziamento è doppio), e solo lo 0,3% del Pil è stato utilizzato per contrastare l’esclusione sociale e la povertà e favorire le politiche per gli alloggi (il 4,2% in Francia). “Tra gli elementi più importanti per traghettare l’Italia verso un futuro meno problematico vi sono non solo gli interventi per stimolare la crescita economica, ma anche quelli per favorire la crescita demografica del Paese e quindi la natalità e le famiglie”, ha affermato Ricciardi.


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Un medico
di Fabrizio De André

Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l’uomo
e vennero in tanti e si chiamavano “gente”
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d’accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d’amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l’etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione.


“Un medico” è una delle canzoni del concept album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” ispirato ad alcune poesie dell’“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.
“Un medico” narra la storia del dottor Siegfried Iseman che vuol curare la povera gente ma è costretto per vivere a vendere pozioni miracolose e finisce in prigione additato da tutti come imbroglione e ciarlatano.


 
Dal Notiziario

20 febbraio
Ragusa: la Regione Siciliana chiude gli ambulatori dedicati agli immigrati irregolari
Denuncia della Società italiana di medicina delle migrazioni e di altre 11 associazioni. “Denunciamo il grave stato di disagio in cui sono venuti improvvisamente a trovarsi gli immigrati”.

20 febbraio
Caritas di Roma: nel Poliambulatorio oltre sette migranti su dieci in condizioni di disagio, il 10% malato di stress post traumatico.
I dati presentati oggi nel corso dell’undicesimo convegno dell’Italian National Focal Point.

17 febbraio
Creme sbiancanti la pelle con sostanze nocive, aumentano i casi segnalati di immigrate che ne abusano.
L’allarme contenuto in uno studio dell’Istituto nazionale per la salute, i migranti e la povertà e dell’Istituto superiore di sanità.

7 febbraio
Giornata contro le mutilazioni genitali femminili: sono 3 mila le bambine di origine straniera a rischio in Italia.
Sono i dati contenuti in uno studio dell’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma.

7 febbraio
“Tolleranza zero”: a Prato inaugurata una mostra contro le mutilazioni genitali femminili.
È una delle iniziative di una campagna contro le mutilazioni femminili che prevede anche focus group per operatori sociosanitari e corsi di lingua italiana per donne e madri straniere.

3 febbraio
Ascoli Piceno: al via una campagna di prevenzione del tumore al seno per le donne immigrate.
L’iniziativa nell’ambito dello sportello informativo itinerante Siidi.

31 gennaio
Un corso di medicina delle migrazioni per i medici di famiglia. Iniziativa dell’Inmp a Roma il 4 e 18 febbraio.
L’iniziativa, “Il medico di medicina generale e la medicina delle migrazioni”, vuole sensibilizzare i medici di base sulle esigenze dei nuovi pazienti stranieri.

27 gennaio
Allarme dei ginecologi: aumentano in Italia le baby mamme. Un terzo dei parti under-19 riguarda ragazze straniere.
Su 9.583 parti di minori registrati nel 2007, ben 2.495 riguardavano giovani immigrate.

23 gennaio
La procura di Torino apre un’inchiesta sui 201 casi di Tbc verificatesi nella provincia lo scorso anno. Le “badanti straniere” molto esposte alla malattia.
Il procuratore Guariniello: “non sono eludibili controlli per chi si proponga per un lavoro di assistenza a persone per età cagionevoli di salute”.

23 gennaio
Canada: preoccupano gli “aborti selettivi” di alcune comunità asiatiche. L’Associazione medica canadese propone di non rivelare il sesso dei nascituri.
Secondo uno studio ufficiale, in 5 anni, l’89% delle gravidanze di donne indiane che aspettavano un bimbo di sesso femminile non sono state portate a termine.

22 dicembre
Per le donne immigrate il parto è naturale.
Presentato il rapporto sui “parti chirurgici” realizzato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari.

21 dicembre
Violenza sulle donne immigrate e operatori sanitari: presentata un’indagine del progetto comunitario Iris.
Un terzo degli operatori socio sanitari ha redatto un certificato medico su episodi di violenza sulle migranti. Uno su cinque ha visto segni di mutilazioni genitali.

 
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