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Stranieri - Documentazione
Schede di orientamento sulla condizione giuridica dei cittadini extracomunitari e dei cittadini dell'Unione europea tratte dalle Guide di immigrazione.it, a cura di Raffaele Miele e della Redazione de Gli Stranieri - rassegna di studi, giurisprudenza e legislazione.


RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE

Nota:
- Per il ricongiungimento del familiare extracomunitario con il cittadino dell’Unione europea o con il cittadino italiano, si veda la scheda “Comunitari”.
- Le nuove disposizioni sul ricongiungimeto familiare sono entrate in vigore il  5 novembre 2008, data di entrata in vigore del decreto legislativo 3 ottobre 2008, n. 160, Il Ministero dell’interno ha precisato che in presenza di domande di ricongiungimento presentate prima del 5 novembre ed ancora in fase istruttoria, qualora lo sportello unico non abbia ancora acquisito la documentazione, l’interessato all’atto della convocazione dovrà attestare il possesso dei nuovi requisiti.


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Il diritto a mantenere o a riacquistare l’unità familiare nei confronti dei familiari stranieri è riconosciuto agli stranieri che siano titolari di uno dei seguenti permessi di soggiorno:
• carta di soggiorno o di permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (la nuova autorizzazione che sostituisce la carta di soggiorno);
• permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno, rilasciato per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi, per motivi di famiglia o per protezione sussidiaria (art. 28 del testo unico).
Questo diritto non riguarda indistintamente qualunque congiunto dello straniero, ma solo i seguenti familiari:
• coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai diciotto anni;
• figli minori degli anni 18 (al momento della presentazione della domanda), anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso; sono equiparati i figli adottati, gli affidati ed i minori sottoposti a tutela;
• figli maggiorenni a carico che non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale;
• genitori a carico del richiedente (ma non del coniuge) qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza ovvero genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi motivi di salute.

Ricongiungimento familiare

È l’istituto attraverso il quale lo straniero che si trova in Italia, alle condizioni di soggiorno sopra indicate, può richiedere l’ingresso dei familiari (solo quelli elencati sopra) residenti all’estero, al fine di ristabilire in modo continuativo l’unità della propria famiglia.
La domanda di ricongiungimento deve essere presentata allo sportello unico per l’immigrazione della prefettura unicamente con modalità telematica attraverso il sito del Ministero dell’interno.

Se si è in possesso dei requisiti soggettivi sopra indicati, è possibile presentare domanda di ricongiungimento familiare utilizzando l'apposita procedura informatizzata disponibile sul sito del Ministero dell’interno. Le istruzioni per la compilazione del Modello S e le indicazioni nel dettaglio dei documenti relativi al reddito e all'alloggio si trovano nelle istruzioni allegate ai moduli on line.
Lo Sportello unico competente una volta ricevuta la domanda provvederà a convocare il richiedente, mediante apposito appuntamento per la presentazione e vidimazione della seguente documentazione relativa alla disponibilità di alloggio e di reddito minimo necessari.

Per l'alloggio, un certificato deve attestare che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale, con espressa l’idoneità alloggiativa o certificato di idoneità igienico-sanitaria, originale più fotocopia, (questo certificato deve essere richiesto dallo straniero presso l’Ufficio Tecnico del Municipio competente per residenza o presso la Asl di appartenenza).
Se il richiedente è ospite, deve allegare dichiarazione redatta dal titolare dell’appartamento su mod. “T2”, attestante il consenso ad ospitare anche i ricongiunti.
In caso di ricongiungimento a favore di un solo minore di anni 14, il certificato comunale può essere sostituito:
- da una dichiarazione di ospitalità del titolare dell’appartamento su mod. “S1” (originale e fotocopia),
- da copia del contratto di locazione/comodato/proprietà di durata non inferiore a sei mesi a decorrere dalla data di presentazione della domanda (duplice copia).

Per il reddito, occorre disporre di un reddito annuo derivante da fonti lecite non inferiore all´importo annuo dell’assegno sociale aumentato della metà dell’importo per ogni familiare che si deve ricongiungere. Per il ricongiungimento di due o più figli di età inferiore a 14 anni o di due o più familiari dei titolari dello status di protezione sussidiaria sarà necessaria un reddito non inferiore al doppio dell’assegno sociale annuo.
Esempi di reddito in relazione al numero dei familiari da ricongiungere:
- un solo familiare, reddito minimo € 7.714,00 (5.142,67 pari all’importo annuo dell’assegno sociale, più 2.571,33 pari alla metà dell’importo annuo dell’assegno sociale)
- due familiari, reddito minimo € 10.285,34
- due o più figli di età inferiore ai 14 anni, reddito minimo € 10.285,34
- tre familiari, reddito minimo € 12.856,67
- due o più figli di età inferiore ai 14 anni + 1 familiare di età superiore ai 14 anni, reddito minimo € 12.856,67
- quattro familiari, reddito minimo € 15.426,00
Ai fini della determinazione del reddito del richiedente il ricongiungimento familiare, è necessario tenere conto anche dei familiari precedentemente ricongiunti e a carico dello stesso. Secondo le norme in vigore (art. 29, comma 3, lett. b del Testo Unico) ai fini della determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente.
Qualora il richiedente non sia in possesso di un reddito personale, lo stesso potrà essere dimostrato anche presentando idonea documentazione relativa ai redditi posseduti dai familiari conviventi.
Nel caso di richiesta di nulla osta al ricongiungimento per figli maggiorenni affetti da invalidità totale, la condizione di “a carico” viene valutata dalla rappresentanza diplomatica italiana nel Paese di origine o di provenienza, dopo aver accertato i motivi di salute che determinano l’inabilità al lavoro dei figli stessi.
Analogamente, nel caso di richiesta di nulla osta al ricongiungimento per genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli, residenti nel paese di origine, siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute, la condizione di “a carico” viene valutata dalla rappresentanza diplomatica italiana dopo aver accertato lo stato di salute dei figli in questione. Per i genitori ultrasessantacinquenni, inoltre, sarà richiesta un’assicurazione sanitaria obbligatoria o altro titolo idoneo a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale ovvero l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale previo pagamento di un contributo da determinarsi con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro il 30 ottobre 2008 e da aggiornarsi con cadenza biennale.
Nel caso di richiesta di nulla osta al ricongiungimento per genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel paese di origine o di provenienza, la condizione di “a carico” deve essere attestata dal richiedente stesso mediante apposita autocertificazione nella quale il familiare dichiari, sotto la propria responsabilità, che i genitori dipendono economicamente dallo stesso.

Il familiare di cui si chiede il ricongiungimento dovrà invece presentare all’autorità consolare italiana con sede nel Paese dove vive, la documentazione comprovante il rapporto di parentela, la minore età o lo stato di salute. Ove i rapporti di parentela non possano essere documentati in modo certo mediante certificati o attestazioni rilasciati da competenti autorità straniere, in ragione della mancanza di una autorità riconosciuta o comunque quando sussistano fondati dubbi sulla autenticità della predetta documentazione, le rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di certificazioni sulla base dell’esame del DNA (acido desossiribonucleico), effettuato a spese degli interessati.

Lo Sportello Unico rilascia ricevuta della domanda e della documentazione presentata.
Verificata la sussistenza dei suddetti requisiti, entro 180 giorni dalla ricezione dell’istanza, lo Sportello Unico rilascia il nullaosta, ovvero il provvedimento di diniego, dandone comunicazione all’autorità consolare.
Trascorsi 180 giorni dalla richiesta del nulla osta, se lo Sportello Unico non lo ha rilasciato, il familiare che si vuole ricongiungere potrà esibire all’autorità diplomatica o consolare italiana all’estero copia della ricevuta della domanda, con relativa documentazione, presentata dal proprio congiunto presso lo Sportello Unico, al fine di ottenere il visto di ingresso.

Entro 8 giorni dall’ingresso in Italia il familiare si deve recare presso lo Sportello Unico, che ha rilasciato il nullaosta, che compila e gli consegna il modulo di richiesta del permesso di soggiorno, altrimenti è considerato irregolarmente presente sul territorio nazionale.

Il permesso di soggiorno per motivi familiari gli consentirà di svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma, di iscriversi a corsi scolastici, di accedere al Servizio Sanitario Nazionale.

Nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno per motivi familiari sono comunque garantiti i seguenti diritti:
- con il possesso della ricevuta di Poste Italiane s.p.a. attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rilascio del primo permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare potranno far ritorno nei paesi di origine e successivamente rientrare in Italia, a condizione che l’uscita ed il rientro in Italia avvengano attraverso lo stesso valico di frontiera, il viaggio non preveda il transito attraverso altri paesi Schengen, essendo lo stesso precluso;
- con il possesso della ricevuta postale potranno iscriversi all’anagrafe;

Una procedura agevolata è prevista per lo straniero al quale è stato riconosciuto lo status di rifugiato oppure della protezione sussidiaria, ed è in possesso del permesso di soggiorno per asilo o per motivi umanitari, che non è tenuto a fornire dimostrazione della condizione economica né della disponibilità di alloggio. Inoltre, qualora il rifugiato non possa fornire documenti ufficiali che comprovino i suoi vincoli familiari, in ragione del suo status, ovvero della mancanza di un’autorità riconosciuta o della presunta inaffidabilità dei documenti rilasciati dall’autorità locale, le rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio delle certificazioni sulla base di verifiche effettuate a spese degli interessati (test del DNA) o sulla base di documenti rilasciati dagli organismi internazionali ritenuti idonei dal Ministero degli affari esteri (es. OIM).
Se il rifugiato è un minore non accompagnato, è consentito l’ingresso ed il soggiorno, ai fini del ricongiungimento, degli ascendenti diretti di primo grado.

Ingresso al seguito del familiare

Il progetto migratorio del cittadino straniero può a volte contemplare il contestuale trasferimento della propria famiglia in Italia. In questo caso, sussistendone i presupposti, lo straniero non dovrà istruire la richiesta di ricongiungimento presso lo sportello unico ma direttamente presso la sede consolare, in modo da ottenere per sé e per i propri congiunti un visto d’ingresso. Però dovrà preliminarmente, e comunque, munirsi di nulla osta, da richiedere allo sportello unico anche per il tramite di un procuratore, per l’attestazione della sussistenza dei requisiti concernenti il reddito e l’alloggio.
Le condizioni per la richiesta del visto sono stabilite dal TU e dal Regolamento, rispettivamente articoli 29 e 6 che, in sintesi, prevedono i medesimi presupposti del ricongiungimento familiare:
• il possesso da parte dello straniero della carta di soggiorno (ora permesso di soggiorno CE ai sensi dell’art. 9 TU) o di un visto di ingresso per lavoro subordinato relativo a contratto di durata non inferiore a un anno, o per lavoro autonomo non occasionale, ovvero per studio, per motivi religiosi o per famiglia;
• la disponibilità di un adeguato reddito e di alloggio;
• la richiesta deve riguardare i soli familiari già elencati nel paragrafo precedente.

Casi particolari di ricongiungimento

Stabilisce l’articolo 29, comma 5, TU che, salvo i motivi ostativi derivanti da ragioni di sicurezza, è consentito l’ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri, entro un anno dall’ingresso in Italia, il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito.

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Permesso di soggiorno per motivi di famiglia

Il permesso di soggiorno per famiglia è rilasciato:
• allo straniero che ha fatto ingresso in Italia con visto per ricongiungimento familiare, oppure con visto di ingresso al seguito del proprio familiare, o con visto d’ingresso per ricongiungimento al figlio minore.
La richiesta di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno è rigettata e il permesso di soggiorno è revocato se è accertato che il matrimonio o l’adozione hanno avuto luogo allo scopo esclusivo di permettere all’interessato di soggiornare nel territorio dello Stato;
• allo straniero (anche se in condizione di irregolarità) convivente con parenti entro il quarto grado o con il coniuge di nazionalità italiana, nei confronti del quale non è adottabile un provvedimento di espulsione (art. 19 TU). Questo permesso di soggiorno non è convertibile in altro differente titolo;
• al familiare straniero di un rifugiato. In questo caso si prescinde dal possesso di un valido permesso di soggiorno da parte del familiare;
• al familiare straniero regolarmente soggiornante, in possesso dei requisiti per il ricongiungimento con il cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia. In tal caso il permesso del familiare è convertito in permesso di soggiorno per motivi familiari. La conversione può essere richiesta entro un anno dalla data di scadenza del titolo di soggiorno originariamente posseduto dal familiare;
• al genitore straniero, anche naturale, di minore italiano residente in Italia. In tal caso il permesso di soggiorno per motivi familiari è rilasciato anche a prescindere dal possesso di un valido titolo di soggiorno, a condizione che il genitore richiedente non sia stato privato della potestà genitoriale secondo la legge italiana.

Facoltà inerenti al permesso di soggiorno per motivi familiari

Il permesso di soggiorno per motivi familiari consente:
• l’accesso ai servizi socio sanitari ed assistenziali;
• l’iscrizione a corsi di studio o di formazione professionale;
• l’iscrizione negli elenchi dei centri per l’impiego, lo svolgimento di lavoro subordinato o autonomo,
fermi i requisiti minimi di età per lo svolgimento di attività di lavoro.

Diniego e revoca del permesso di soggiorno per famiglia.

Nell’adottare un provvedimento di espulsione (limitatamente ai provvedimenti amministrativi per ingresso illegale o mancanza del permesso di soggiorno) oppure un provvedimento di rifiuto, del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, nei confronti dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell’articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese di origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.

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TUTTI I PROVVEDIMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE RIGUARDANO IL DIRITTO ALL’UNITÀ FAMILIARE DELLO STRANIERO, COME NEI CASI DI DINIEGO DEL RICONGIUNGIMENTO O DEL PERMESSO DI SOGGIORNO PER FAMIGLIA, SONO IMPUGNABILI AL GIUDICE ORDINARIO E NON AL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE.

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Aggiornato al 30 ottobre 2008



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Le altre schede:

- Visto d'ingresso
- Permesso di soggiorno
- Carta di soggiorno
- Espulsione
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